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Gazzettino – Costa: “Un limite per le crociere”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

ott

2012

«La corsa al gigantismo preoccupa anche noi, potremmo raddoppiare le strutture ma siamo cauti»

«Venezia ha bisogno di sapere quali navi e di quali dimensioni possono godere del privilegio di passare in Bacino San Marco, ma anche di uno studio aggiornato sul numero massimo di crocieristi che Venezia è e sarà in grado di tollerare». Per Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale, le navi da crociera, per continuare a passare a San Marco dovranno quindi avere un limite. Costa lo ha sottolineato ieri alla presentazione del Master Port Economics and Management di Ca’ Foscari.
«La corsa al gigantismo, sia nel traffico passeggeri sia nelle merci ci preoccupa – ha aggiunto il presidente del Porto – dal momento che tra non molto alcune nemmeno saranno in grado di entrare nei porti italiani. E da questa collaborazione del Master con Ca’ Foscari e Iuav nasceranno ricerche importantissime, finalizzate ad arricchire un dibattito sempre più caro alla città. Penso a un concorso internazionale che identifichi dimensioni e caratteristiche tecniche delle navi che potranno passare in Bacino e fissare i limite di croceristi».
Secondo il presidente dell’Autorità portuale, «in un settore dove il dibattito è focalizzato su navi e merci, ma privo del punto di vista di chi i porti li gestisce, questi Master sono stati pensati per formare la classe dirigente di domani e approfondire temi d’interesse più vasto».
«Fino ad oggi – ha aggiunto Costa – il porto non è stato visto come un soggetto, ma come una conseguenza. Noi vogliamo modificare questa tendenza, formando gente in grado di gestire scali per tutte le merci. E studiando alternative a un gigantismo che a lungo termine potrebbe vederci tagliati fuori: una strada difficile, ma non impossibile, dal momento che prima si sono costruite petroliere sempre più grandi e ora si sta facendo marcia indietro. D’altro canto, le attuali dimensioni delle navi da crociera e merci sono legate al contenimento dei costi. Vogliamo capire se, anche a questi livelli, altre soluzioni sono condivisibili dalle compagnie».
Per Costa, «l’accordo con Ca’ Foscari e Iuav ha una forte valenza culturale. Ricordare che gran parte delle sue fortune, Venezia le deve al porto, è quasi una banalità. Ma è altrettanto innegabile che senza tornare al volume di traffici dei secoli d’oro, questo legame va rinsaldato. Inoltre, sul traffico passeggeri, saremmo in grado di puntare al raddoppio. Ma non l’abbiamo fatto, perché consapevoli delle conseguenze di quello che già consideriamo un eccesso di successo. Sono sempre di più le persone che si chiedono quanti turisti Venezia è e sarà in grado di sopportare. Va fissato un limite, crocieristi compresi. E il problema ce lo stiamo ponendo anche noi».
In conclusione, uno scambio di battute sui rapporti con il Comitato no grandi navi e le sue eventuali reazioni alla collaborazione del porto con i due atenei: «Mi sono reso disponibile a incontrare i loro rappresentanti, ma per il momento non si sono fatti vedere – taglia corto Costa – Quanto alla prevedibile contestazione che le ricerche saranno parziali, spero che non si voglia impedire l’allargamento del dibattito a chi si sforzerà di proporre non solo approfondimenti, ma soluzioni».
LA NOVITÀ

In rete in tempo reale i benefici economici di ogni grande nave

(vmc) A margine della presentazione dei master di Ca’ Foscari e Iuav, un’altra novità. Non legata alla collaborazione con i due atenei, ma direttamente all’Autorità portuale. Che, entro dicembre e più in dettaglio nel 2013, avvierà la diffusione in rete dei dati inerenti le ricadute in campo economico sulla città di tutte navi da crociera e merci in arrivo a Venezia. «Ci pensavamo da tempo, considerato che in circolazione dati completi e attendibili sul valore economico del settore ancora non ce ne sono – dice Paolo Costa – Vogliamo fare chiarezza sull’indotto, affinché i cittadini possano rendersi conto che questa per Venezia è un’attività che crea lavoro ed economicamente non marginale».
Per il presidente dell’Autorità portuale, «le prime rilevazioni potrebbero essere diffuse entro fine anno. Ma il vero e proprio quadro d’insieme lo offriremo nel 2013, con dati a cadenza fissa legati alle altre informazioni tecniche che già compaiono sulle navi in entrata e in uscita. L’intenzione, a lungo andare, è di garantire un’informazione mensile. Ma per il momento, ci limiteremo a diffondere dati ogni quattro o sei mesi. Non ancora puntuali come vorremmo, ma tali da consentire l’ampliamento del dibattito a questo aspetto».

 

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