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INCARICO A UNO STUDIO LEGALE

MEOLO. Una moratoria sul mattone, fatti salvi i diritti acquisiti. Luca Zaia l’aveva detto, quest’estate in un’intervista al nostro giornale. E ieri mattina lo ha ripetuto a Meolo, durante il discorso per l’inaugurazione del casello. «A me sta a cuore il consumo del territorio. Non dobbiamo realizzare infrastrutture che non servono e dobbiamo pensare al futuro. Abbiamo incaricato uno studio di realizzare una proposta sul tema di una moratoria delle nuove costruzioni. Ne va anche degli interessi di ciascuno di noi. Le nostre case, spesso realizzate con il sudore dei nostri padri, rischiano di essere abbandonate e di non avere più mercato per l’eccesso di speculazione edilizia. Si rischia un fenomeno di archeologia residenziale. Prima di costruire del nuovo bisogna pensare a riconvertire il patrimonio edilizio che c’è. In questo modo proteggiamo il valore delle nostre case».

Dunque il governatore sembra deciso ad andare avanti. Uno studio legale sta predisponendo una norma giuridica che salvi i diritti edificatori acquisiti e impedisca, per almeno un paio d’anni, nuove costruzioni se non all’interno di determinati parametri. Un’ipotesi che trova anche il consenso dell’assessore all’urbanistica, il vice di Zaia Marino Zorzato, che sta seguendo in prima persona il tema.

Per Zaia si tratta semplicemente di un tema a lui caro sin dai tempi del primo assessorato alla agricoltura detenuto in Provincia di Treviso, quindici anni fa. Il meccanismo attraverso il quale ottenere un blocco delle costruzioni non è semplice e rischia di cozzare contro interessi consolidati e aspettative recenti. Ma appare inevitabile cambiare modello immobiliare dopo la bolla degli ultimi dieci anni. Per questo lo stop al mattone non è visto male né dai costruttori né dagli immobiliaristi, letteralmente «congelati» dalla crisi attuale. (d.f.)

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