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I medici scrivono alla Regione contro l’ampliamento dell’impianto per i fanghi «Asma, bronchiti e tumori in aumento: in zona trentamila minori di 14 anni»

MARGHERA. I pediatri e i medici di famiglia di Marghera e Mestre hanno scritto alla giunta regionale chiedendo che venga negato il potenziamento della Alles sul fronte del trattamento di sostanze tossiche nella zona di Porto Marghera. Ben ventidue pediatri dei trentatré in servizio sul territorio comunale hanno già sottoscritto la richiesta.

«Noi pediatri e medici di famiglia di Marghera e Mestre, che siamo stati e siamo testimoni dei gravi danni alla salute patiti dalla nostra popolazione, testimoniati dall’elevata incidenza di asma e malattie respiratorie nei bambini, leucemie, tumori del polmone e del fegato, bronchiti croniche negli adulti e negli anziani, chiediamo alla giunta regionale di non far incrementare tale attività sul nostro territorio»,

sostengono i dottori.

«Sostenuti dall’articolo 5 del nostro Codice deontologico che recita: “Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini”, ci sentiamo anche in dovere di chiedere alla giunta di non permettere che il processo di riconversione e disinquinamento dell’area industriale di Porto Marghera venga interrotto, e che nessuna nuova attività inquinante sia autorizzata a Porto Marghera. Mettiamo la salute della nostra popolazione al posto che le spetta: il primo! Il caso dell’Ilva di Taranto dovrebbe essere di monito a tutti».

I medici veneziani ricordano che la ditta Alles di Porto Marghera, che attualmente tratta rifiuti tossici e nocivi prodotti in loco, ha chiesto alla Regione l’autorizzazione a trattare anche rifiuti di tale tipologia provenienti da aree estranee alla provincia, con conseguente aumento considerevole della quantità di rifiuti trattati.

«Su tale richiesta Provincia e Comune hanno espresso entrambi parere negativo», proseguono i pediatri, «in quanto tale progetto è in contrasto con il piano territoriale di Marghera che prevede il divieto di importazione e trattamento di rifiuti tossico-nocivi in un territorio che ha già subito ogni possibile tipo di inquinamento per la presenza del Petrolchimico, ma senza dimenticare autostrade e tangenziale. Purtroppo la Commissione Via del Veneto ha invece espresso parere favorevole. In Italia, e quindi anche a Venezia, il tasso di crescita delle malattie sopracitate tra i bambini è dell’1,2 per cento annuo, e comprendendo anche Marcon e Quarto d’Altino, nella zona ci sono 30 mila bimbi. Senza scordare le ricadute che le polveri, i fumi e le altre sostanze nocive emesse nelle lavorazioni hanno anche su tutta la zona della Riviera del Brenta. Siamo preoccupati», concludono i pediatri veneziani, «e lanciamo questo nostro appello nella speranza che anche molti altri colleghi lo raccolgano, così come la popolazione che già si sta muovendo tra comitati e associazioni. In passato ci siamo espressi su altri aspetti simili, ora non possiamo tirarci indietro».

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