Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Il prete si schiera con il comitato costituitosi a Campigo.  Esposto in Procura contro l’asta e sabato raccolta firme.

CASTELFRANCO. Cartiera Rotocart in via Sile, anche don Claudio Miglioranza, prete operaio, dice no. «Basta cemento». Il prete noto in città per le sue prese di posizioni decise era presente lunedì sera all’assemblea pubblica organizzata al centro culturale di Campigo dal neonato comitato anti cartiera. Un comitato costituitosi ufficialmente in quest’assemblea con il nome «No Ecomostro». Hanno aderito parecchi cittadini di Campigo, Salvatronda e Salvarosa. Per il momento il gruppo di lavoro include una ventina di persone, il portavoce del comitato è Stefano Costa. Scatterà sabato in piazza Giorgione con apposito gazebo la mobilitazione anti cartiera. Il comitato raccoglierà firme contro il progetto che la Rotocart spa di Piombino Dese (Pd) intende realizzare nell’appezzamento di terreno tra via Sile e via Lovara. Saranno distribuiti volantini informativi e raccolte firme anche nelle tre frazioni interessate alla questione cartiera. Alla riunione di lunedì ha partecipato un centinaio di persone. C’erano i consiglieri comunali del gruppo Pd-lista Sartor, il consigliere comunale indipendente Elena Magoga, il consigliere di Vivere Loris Stocco (assieme ad altri esponenti della civica Gomierato tra cui il coordinatore Renato Tesser) e anche alcuni dei protagonisti della lotta contro il polo industriale di Barcon di Vedelago. Ovvero il portavoce del comitato spontaneo Barcon Viva, Ermes Dondoni, e il capogruppo di Primavera Civica, Fiorenza Morao. E tra coloro che sono intervenuti anche don Claudio Miglioranza che ha tuonato contro il progetto.

«Qui si parla di ulteriore cemento», ha detto, «i cittadini saranno espropriati di altra terra, di un’area che doveva essere dedicata a servizi e invece vogliono fare industriale. C’è qualcosa di poco chiaro in tutta questa operazione. C’è bisogno di un comitato che mobiliti l’intera cittadinanza».

I numeri del progetto sono stati ricordati dai consiglieri presenti. Un’area di 119 mila mq di cui 90 mila coperti. Una cubatura costruibile di oltre 700 mila mc con altezza massima degli immobili di 10 metri. Il Comune metterà all’asta il terreno il 7 novembre al prezzo di 5,3 milioni di euro. Chi si aggiudicherà l’acquisto dovrà versarne 4 entro fine novembre. I consiglieri del gruppo Pd-lista Sartor, assieme a Loris Stocco di Vivere ed Elena Magoga hanno presentato ieri mattina l’annunciato esposto alla Procura e alla Corte dei Conti. Per i consiglieri sarebbe stata violata la normale procedura relativa all’asta del terreno.

Daniele Quarello

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui