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il popolo “no ecomostro”

Pioggia di volantini contro la cartiera in via Sile. Al via la mobilitazione del comitato «No ecomostro a Castelfranco». Ieri è iniziata la distribuzione in città e via internet di un volantino informativo con cui il comitato condanna il nuovo insediamento industriale tra via Sile e via Lovara.

«Tra qualche giorno violeranno per sempre la nostra città permettendo la costruzione di 720 mila mc di cemento», si legge nei manifestini, «un mostro di cemento con le dimensioni di 3 volte e mezzo i Giardini del Sole. L’insediamento sarà a 800 metri dal centro città. Si può giustificare questa scelta disastrosa promettendo posti di lavoro con certezze zero?».

Il comitato ha organizzato già due iniziative di sensibilizzazione alla questione. Giovedì 25 ottobre un incontro pubblico al centro Bordignon in zona Largo Asiago. Sabato 27 e 28 ottobre in piazza Giorgione, alla Coop e nelle frazioni ci sarà il «Firma day» con gazebo per la raccolta firme contro il nuovo insediamento industriale. Il comitato ha creato anche una pagina Facebook dedicata che ha già 400 iscritti («noecomostro») e una mail dedicata (ecomostro.castelfranco@gmail.com). Nel volantino diffuso dal comitato si sottolineano i numeri del nuovo insediamento industriale. Un’area prima destinata a servizi e terziaro che la maggioranza leghista (appoggiata dal Pdl) vuole trasformare in industriale concedendo la possibilità di costruire 720 mila mc su 120 mila mq.

«Tenendo conto che il cambio di destinazione d’uso svaluterà questo territorio di almeno 3 milioni di euro si ritiene lungimirante spogliare i castellani di un bene comune per agevolare un privato? Perché è stato detto no alla richiesta delle minoranze di inserire nel bando di gara un vincolo per l’acquirente che assicurasse nero su bianco un numero preciso di assunzioni in tempi certi e con penalità definite in caso non venga onorato l’impegno?».

L’area interessata andrà all’asta il 7 novembre con un prezzo base di 5,3 milioni. La ditta che ha già espresso il proprio interessamento è la Rotocart di Piombino Dese, una dei proponenti dell’accordo di programma su Barcon di Vedelago, bocciato dal consiglio comunale. Dopo le accuse di disfattismo lanciate dal sindaco alla sinistra castellana, ieri la dura replica del segretario del Pd Laura Viola.

«Il comitato è formato da cittadini, appoggiato da associazioni e conta centinaia di aderenti», spiega Viola, «cosa produrrà la cartiera non è scritto in alcun posto, visto che il bando d’asta non prevede alcun vincolo nè di cosa e come si potrà produrre, nè che la costruzione del sito industriale è subordinata alla creazione dello snodo ferroviario. Non esiste alcun vincolo che imponga le assunzioni ventilate a voce. Questa non è un’operazione a inquinamento zero, questa è un’operazione a buon senso».

(d.q.)

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