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In bicicletta fino all’impianto della discordia. Parte sulle due ruote la mobilitazione dell’associazione permanente dei cittadini contro il rischio chimico, ma anche di molte altre associazioni ambientaliste, contro il potenziamento dell’impianto di Alles Mantovani a Porto Marghera. Mercoledì sera, durante l’ennesimo incontro dell’assemblea convocato presso il centro Gardenia nel cuore della città giardino, sono stati definiti i dettagli della protesta contro il potenziamento dell’impianto che tratta rifiuti tossico nocivi prodotti in ambito industriale. Se la Giunta regionale dovesse approvare il cosiddetto «revamping», a seguito del parere espresso dalla commissione di Valutazione Impatto Ambientale (Via), infatti, nello stesso impianto potrebbero giungere anche rifiuti provenienti da tutto il Veneto.
Sabato 27 ottobre l’assemblea si è data appuntamento alle 10 davanti al municipio di Marghera per partire, in bicicletta, appunto, per Porto Marghera dove verrà inscenato un sit in sotto le finestre dell’impianto che si trova a Malcontenta.

«Porteremo, personalmente, ad Alles Mantonavi il messaggio della città: “Marghera rifiuta di diventare la pattumiera d’Italia”. Come cittadini, – attacca il portavoce dell’assemblea, Roberto Trevisan – rifiutiamo ancora una volta che il diritto alla salute e ad una qualità della vita degna siano messi in discussione dagli interessi poco trasparenti del grande business, legato ai rifiuti di cui la Mantovani è la capofila».

La protesta non si fermerà: tra le prossime manifestazioni da mettere in campo anche un corteo fino alla sede della Giunta regionale del Veneto per sollecitare, appunto, il no al progetto di potenziamento.

«Il futuro che vogliamo, per l’area industriale di Porto Marghera, – aggiunge Trevisan – deve essere legato alla sua bonifica e alla sua bonifica e risanamento per permettere l’insediamento di attività ecocompatibili in modo da legare, una volta per tutte, il reddito alla salute. Il progetto Alles, invece, va nella direzione opposta.»

 

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