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MIRA. Discarica delle Terre Rosse a Dogaletto: il Comune di Mira chiede nuovi controlli all’Arpav ed è pronto ad agire contro i proprietari dell’area denunciandoli alla Procura se le verifiche confermeranno nuovi sversamenti in laguna. «Abbiamo ottenuto» spiega l’assessore all’Ambiente Roberta Agnoletto «la revoca dell’autorizzazione alla gestione delle vasche di dilavamento all’interno dell’area dei depositi delle ceneri di pirite». Gestione che costava al Comune centinaia di euro ogni anno. Questi depositi ora dovrebbero essere gestiti direttamente dalla Veneta Mineraria che invece pare non occuparsene con diligenza. «Non abbiamo notizia» dice l’assessore «dell’attività di gestione delle vasche da parte della proprietà. Per questo abbiamo chiesto all’Arpav nuovi controlli per constatare eventuali inquinamenti con sversamenti di ceneri di pirite. Se ciò fosse verificato agiremo con delle denunce precise alla Procura nei confronti dei responsabili della cattiva gestione».

Da decenni il deposito delle “Terre rosse” a Dogaletto rappresenta un problema ambientale. Nel corso degli anni sono stati intentati procedimenti nei confronti della proprietà che non ha avviato la bonifica del sito. Un accordo recente definiva competenze e tempi per la messa in sicurezza, la successiva bonifica e l’asporto del materiale (700 mila metri cubi di ceneri di pirite) che, dopo un trattamento, potrà anche essere riutilizzato nell’industria. Nulla però sarebbe stato fatto.

In via Teramo a Borbiago negli anni ’70 vennero sepolti in modo abusivo 7000 fusti tossico-nocivi delle produzioni di Porto Marghera e la discarica fu oggetto di indagini alla fine degli anni Novanta di una commissione parlamentare d’inchiesta. «Per via Teramo» spiega l’assessore «i soldi sono stati stanziati dalla Regione. In questo periodo si stanno compiendo i carotaggi e poi si procederà alla caratterizzazione e messa in sicurezza». In via S. Antonio e via della Fornace a Mira Buse in un’area a ridosso dell’ex Mira Lanza è stata individuata una falda acquifera inquinatissima con elevata concentrazione di metalli pesanti. «Si deve capire esattamente chi dovrà procedere alla messa in sicurezza» dice l’assessore «se si renderà necessaria vista la grande profondità in cui è finito il materiale». L’assessore Agnoletto punta a realizzare una mappatura aggiornata delle discariche. Alla fine degli anni Novanta ne erano stare censite 11. «Potrebbero essere di più» conclude l’assessore. (a.ab.)

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