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Dieci giorni dopo la bocciatura in Consiglio assessori riuniti in municipio

Paolo Quaggiotto: «Il momento è delicato, ma per me è tutto risolto»

VEDELAGO. Ha lasciato passare una settimana. Pausa necessaria e consigliata per far sbollire gli animi accesissimi dopo il consiglio comunale dell’8 ottobre in cui in dodici contro nove hanno bocciato l’operazione Barcon. Ma poi, mercoledì scorso, come nulla fosse, con il classico sms, il sindaco Paolo Quaggiotto ha convocato l’intera giunta. Nessuna epurazione dopo la frattura segnata dal voto in consiglio in cui tre assessori (il vicesindaco Marco Perin e i colleghi di giunta Cristina Andretta e Franco Renzo) e un consigliere della maggioranza (Daniele Volpato) si sono schierati contro l’accordo di programma proposto dagli imprenditori Colomberotto e Rotocart e sostenuto a spada tratta dal primo cittadino. Si attendeva l’arrivo delle lettere di revoca delle deleghe ai tre dissidenti e invece nulla di tutto ciò. Tutti convocati in giunta e, imbarazzi a parte, nessuno dei tre ha declinato l’invito. Mercoledì alle 18.30 hanno risposto tutti:«presente» all’appello del sindaco in municipio. Mancava solo Andrea Gazzola, assessore con competenza su cave e ambiente e fedelissimo del sindaco. Una pacca sulla spalla al «figliol prodigo» – Franco Renzo che è il segretario del Carroccio locale – e Quaggiotto ha aperto la seduta. Di Barcon non si è parlato: nessun accenno al voto del consiglio comunale, nessun riferimento ai veleni dei giorni seguenti. Tutto passato, secondo il sindaco. «Non voglio commentare», glissa Paolo Quaggiotto, «Il momento è delicato, ma per quanto mi riguarda è tutto risolto». In giunta mercoledì si sono approvati patrocini e altri provvedimenti di ordinaria amministrazione. Nessun commento, per ora, da parte dei tre dissidenti. Crisi rientrata? Il sindaco, messo in minoranza dai suoi stessi assessori su un progetto per cui si è speso moltissimo, ribadisce il ritorno alla normalità. Apparente o reale?

Alessia De Marchi

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