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La Regione del Veneto continua a mandare informazioni contraddittorie sulla sua politica in materia di consumo di suolo. Se da un lato, chiede una moratoria che risparmi i terreni agricoli, dall’altro, continua a sostenere e approvare mega-progetti inutili che di suolo ne “mangiano” centinaia di ettari, come Polo Logistico di Giare, Veneto City, Romea Commerciale, ecc.

È di ieri, infatti, il comunicato dell’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato che, assieme al suo omologo pugliese Dario Stefano, espone la proposta di moratoria al Ministero delle politiche agricole: stop per 5 anni alle trasformazioni del suolo. La grande preoccupazione dell’Assessore è sui tempi troppo lunghi di approvazione del fumoso Disegno di Legge del Ministro Catania, che dovrebbe arginare il consumo di suolo italico.

Insomma, sembra che con l’arrivo delle grandi potature autunnali, botaniche e politiche, qualcuno della giunta regionale voglia tagliare uno dei rami su cui la giunta stessa sta seduta: la filiera del cemento.

Per chi, come Opzione Zero, si batte da anni contro la cementificazione demenziale di questa Regione, la notizia può sembrare uno spiraglio di ritrovato buon senso. Ma l’esperienza ci dice di diffidare dagli sbandieratori che fanno capolino in periodo pre-elettorale. Tutta questa finta fretta normativa a tutela delle aree agricole è di fatto l’ennesimo bluff, laddove basterebbe applicare adeguatamente le norme esistenti. Mentre la fretta vera l’abbiamo vista quando si firmano accordi di programma blitz, che scavalcano le norme stesse.

In 50 anni l’Italia ha perso 5 milioni di ettari, il 20% del suo territorio agricolo, con un trend in crescita: secondo Coldiretti, negli ultimi 10 anni sono scomparsi 1,5 milioni di ettari di superficie agricola, assieme a 800.000 aziende del settore. Il Veneto, in particolare, è la seconda Regione più cementificata dopo la Lombardia, con oltre l’11% di suolo impermeabilizzato. Ma l’agricoltura, si sa, non è una priorità strategica, non fa crescere abbastanza il PIL, né può essere fonte di speculazione per le potenti cricche affaristiche; mentre l’edilizia e le infrastrutture sì.

Lo slogan “cementificazione a quota zero” dell’assessore suona come uno spot elettorale e un palese tentativo di creare confusione nella testa dei cittadini elettori. Tattica peraltro ben espressa dallo stesso governatore Zaia, paladino “green” a parole e avvallatore dei più devastanti progetti degli ultimi anni.

 

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