Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

il sindaco “evasore”

TERREMOTO – Sotto scacco da parte dei vertici della Lega il primo cittadino e il municipio di Vedelago

TREVISO – E anche sul caso Quaggiotto la Lega si spacca. Ormai il partito monolite, in grado di blindare ogni polemica interna e di mostrare una sola faccia ai cittadini-elettori, è solo un ricordo. L’espulsione del sindaco di Vedelago avviata dal segretario Giorgio Granello, come punizione per non aver pagato l’Ici e forse nemmeno l’Imu, dovute dalla sua azienda al suo stesso Comune, non è un gesto che ha raccolto consensi unanimi. Quando la notizia è trapelata, subito il Carroccio si è diviso. Qualche militante, in ricordo dei bei tempi andati, ha commentato: «Una volta la Lega difendeva i proprio sindaci». Granello invece, chi sgarra lo espelle, senza guardare ai “gradi”, anche a costo di alimentare i mal di pancia.

Cresce il fronte pro Quaggiotto: bufera nella Lega

LA SOSPENSIONE – Il primo cittadino di Vedelago non versa l’Ici: nel partito non tutti sono per il pugno di ferro

LA GRANA – Ici aziendale non versata

DIFENSORE – Da Re è per la linea morbida

Da Re: «Meglio pagare prima i fornitori che l’imposta»

«Quaggiotto può anche rimanere sindaco, ma di certo non è più un sindaco della Lega». Su questo Granello, numero uno del Carroccio trevigiano, è drastico. L’imbarazzo nel gestire un caso così scottante, addirittura un sindaco “moroso”, è evidente. Però non si sottrae e ribadisce la volontà di mettere il primo cittadino di Vedelago fuori dal movimento: «Per noi è un brutto episodio, ma è anche la dimostrazione che non abbiamo paura di allontanare chi non si comporta secondo le regole. Non posso accettare che un sindaco non paghi l’Ici, soprattutto dopo aver aumentato per due volte l’Imu sulla prima casa. Qualcuno da dentro la Lega mi accusa dicendo che dovrei difendere i nostri primi cittadini: ma allora cosa dovrebbe fare uno per essere espulso? Queste cose non le posso ammettere, non nella Lega. I nostri rappresentanti devono avere atteggiamenti irreprensibili».
Questa la posizione del segretario: massima intransigenza. Ma più di qualcuno da dentro il Carroccio fa dei distinguo, pone delle questioni. La Lega insomma è in fermento. E uno come Gianantonio Da Re, sindaco di Vittorio Veneto e predecessore di Granello, qualche dubbio lo esprime. «Premetto una cosa – attacca -: un sindaco deve dare sempre l’esempio, in qualsiasi circostanza. Detto questo, è anche vero che Quaggiotto non ha pagato perché non voleva pagare, ma perché la sua azienda attraversa un periodo di difficoltà. E, a un certo punto, sono dell’idea che sia meglio non pagare l’Imu, ma pagare i dipendenti e i fornitori». Altra posizione destinata a far discutere, soprattutto chi ritiene quanto meno affrettata la decisione di Granello che dovrà passare per una discussione nel direttivo provinciale. E tra le voci contrarie c’è anche quella di Fulvio Pettenà, presidente del consiglio comunale e figura storica della Lega trevigiana, che nel mancato pagamento dell’Ici, e pare anche dell’Imu, non ci vede nulla di particolarmente grave soprattutto dal punto di vista politico.
Granello insomma, se si volta, non trova dietro di se una Lega compatta, ma quanto meno titubante: non proprio un grande segnale in vista delle prossime elezioni.

 

IL PROTAGONISTA

La difesa è un contrattacco:«Non ho commesso reati»

VEDELAGO – (P. Cal.) «Quanti contribuenti si trovano in ritardo con il pagamento delle imposte, ma poi le dovranno versare con sanzioni e interessi. Può succedere, non è mica un reato! E si dovrebbero vergognare per questo?». Paolo Quaggiotto, sindaco di Vedelago, si difende attaccando. Non pagare l’Ici «non è un reato», anzi. E la sua annunciata espulsione dalla Lega è vista, ai suoi occhi, quasi come uno sfregio. Ammette tutto, non si nasconde, ma spiega: «La questione sollevata riguarda la mia vita professionale per un ritardo nel pagamento dell’Ici di una mia azienda, mentre quella intestata alla mia persona è stata versata. In questo momento di crisi generale, che colpisce tanta gente, le enormi difficoltà che stanno attraversando anche le piccole e medie imprese le vivo anche io da imprenditore, e per questo sono molto vicino a queste persone e capisco il loro dramma quando le banche ti bloccano il credito e ti mettono in grave difficoltà di liquidità. Così come mi angoscia vedere che c’è chi non ce la fa più e decide di compiere anche gesti estremi».
Il sindaco la mette giù dura. «Credevo che anche la politica comprendesse le difficoltà delle imprese, invece devo ricredermi. Solo slogan». Ribadisce che non si dimetterà, che la sua azienda ha scelto di pagare prima stipendi e fornitori e che non ha mai infranto la legge. «Mi sono sempre comportato onestamente non ho commesso nessun illecito, ho cercato di agire correttamente per il bene dei miei cittadini. Da sindaco, responsabilmente, mi sono ridotto volontariamente l’indennità di carica in questi anni, non ho mai richiesto nessun rimborso spese». E poi tira in ballo il caso «Barcon»: «La cosiddetta vicenda Barcon nulla c’entra con questa storia. Il partito, la segreteria provinciale, è sempre stata informata su tutto. Nessuna indicazione da parte del partito è mai pervenuta circa la contrarietà alla proposta, solo singole posizioni ma non una linea chiara del partito. È stato proprio il segretario provinciale a chiedermi di portare l’argomento in consiglio comunale anche se la procedura non lo prevedeva, e anche se la stessa delibera era già stata approvata due volte in giunta anche da coloro che poi in consiglio hanno votato contro». Ma ad affossarlo non è stato questo, quanto l’Ici e l’intransigenza di un segretario provinciale amante delle regole.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui