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Gazzettino – Sei discariche fuorilegge

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

ott

2012

VELENI NASCOSTI Tra questi l’area ex Sordon, via Colombara e Malcontenta

Le aree mestrine sono incluse nei siti costati all’Italia 56 milioni di multa dalla Ue

SOTTO ACCUSA – Sono numerosi i siti mestrini contaminati dalla presenza di sostanza pericolose. Sei, in particolare, sono finiti sotto l’esame dell’Unione Europea

56 milioni di multa. Più 256 mila euro al giorno da pagare da questo momento e fino alla bonifica di quelle 255 discariche che avvelenano l’Italia. Nove di queste discariche sono in Veneto e di queste 9 ben 6 a Mestre. Dunque l’Italia paga all’Unione europea una megamulta, ma all’orizzonte non c’è affatto la bonifica di queste aree, almeno di quelle che si trovano in territorio veneziano visto che non ci sono soldi. La prima condanna dell’Unione europea risale al 2007 e da allora non è cambiato un granché. Le discariche sono ancora lì con il loro carico di veleni. Le nostre sono 6. Ma, prima di analizzare la situazione dei posti contaminati, diciamo che gli unici quattrini investiti nella bonifica sono quelli che sono arrivati dal processo al Petrolchimico che ha visto alla sbarra i dirigenti Montedison per i morti da cvm. Si tratta di 550 miliardi di lire – ricorda l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin – utilizzati dallo Stato soprattutto per il marginamento e la bonifica dei canali di Porto Marghera.
«Opere importanti – spiega Bettin -, ma forse meno importanti della bonifica dei posti in cui vivono i cittadini. In realtà il Comune non ha potuto mettere bocca sulla scelta dei posti da bonificare e tutti i siti contaminati che ricadono nella cosiddetta area Sic – sito di interesse comunitario – sono in carico alla Stato. Torniamo alle discariche.

«C’è l’area ex Sordon che contiene 40 mila tonnellate di mercurio, cobalto e vanadio, poi via Colombara e Malcontenta che contengono calce spenta, fluorogessi, nerofumo da acetilene. L’area Miatello ha 20 mila metri cubi di residui tossici e nocivi, più ceneri, peci e rifiuti urbani. Anche la Moranzani 3 ha peci, fluorogessi e calce spenta. Tutte queste discariche sono in carico allo Stato e noi non possiamo fare nulla. Possiamo fare e stiamo facendo invece nelle cave Bertoldo e Casarin di Carpenedo. Stiamo intervenendo assieme alla Provincia per bonificare. Così come siamo interventi in viale San Marco nelle corti femminili o a punta San Giuliano. Voglio dire che la nostra parte la stiamo facendo, manca all’appello invece lo Stato. Non solo non ci son soldi, ma non ci sono interventi programmati e dunque l’Unione europea continuerà a multarci. Invece quei soldi servirebbero per bonificare Porto Marghera».

 

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