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CASTELFRANCO. Duemila firme contro l’ecomostro. In un solo week end la campagna promossa dal comitato spontaneo «No ecomostro» sorto in città per contrastare la realizzazione del maxi impianto industriale in via Sile (cartiera Rotocart) ha raggiunto le duemila adesioni. La petizione portata con i banchetti in piazza Giorgione, nelle frazioni e in diversi punti della città ha ottenuto un importante sostegno. Le azioni del comitato non si fermano qui. Proseguiranno almeno fino al 6 novembre, vigilia dell’asta pubblica in cui sarà venduto il terreno all’angolo tra via Sile e via Lovara. La raccolta firme continuerà porta a porta. Su Facebook intanto il gruppo di discussione intitolato «No ecomostro a Castelfranco!» ha oltrepassato le 1.200 adesioni. La colata di cemento è considerevole: oltre i 700 mila mc di edificabile in un’area attualmente verde della superficie di 119 mila mq. Sul piano politico, il progetto è sostenuto dalla maggioranza leghista e anche dal Pdl (che in consiglio comunale ha votato a favore dell’alienazione dell’area). Contrari Pd-lista Sartor e Vivere Castelfranco, assieme a Elena Magoga.

«Siamo amministrati da una Lega che procede in modo assolutamente anomalo rispetto ai suoi dirigenti , attacca Laura Viola, coordinatore del Pd castellano, «di fronte al governatore della Regione Zaia che sta portando avanti una battaglia contro la cementificazione, al suo sindaco “più in vista” Flavio Tosi che chiede a gli amministratori leghisti di uscire dal patto di stabilità per prendere in mano le sorti del nord, al sindaco di Montebelluna Marzio Favero, che lancia uno “Stop al cemento” a Montebelluna. Il sindaco Dussin decide di cementificare Castelfranco con l’unico scopo di rispettare un patto di stabilità di cui, a quanto pare, non si è preoccupato fin’ora».

(d.q.)

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