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VEDELAGO «Un sindaco che non paga l’Ici e aumenta l’Imu è un pessimo esempio per i suoi cittadini ed è bene che rassegni le dimissioni». Oscar Bordignon, capogruppo della Lega all’opposizione, presenta il conto a Paolo Quaggiotto. Il sindaco è per ora sospeso dal Carroccio, ma si attende la sentenza definitiva annunciata per il 5 novembre quando il consiglio direttivo provinciale si pronuncerà sulla sua cacciata dal partito di Maroni. Tra Bordignon e Quaggiotto non corre buon sangue: prima alleati di giunta e poi accerrimi nemici. Ed è tempo di resa dei conti. «Il mancato pagamento di una tassa comunale, nella fattispecie l’Ici», osserva Bordignon, seduto ai banchi dell’opposizione con in tasca la tessera della Lega del segretario Giorgio Granello, «non sarà un reato, ma non può essere nemmeno una benemerenza da appuntare al petto con il filo dell’arroganza, tantomeno un distintivo da ostentare davanti alla stragrande maggioranza dei cittadini che pagano le tasse. Le dichiarazioni del sindaco rappresentano un’offesa gratuita a tutti coloro che versano le imposte regolarmente come avviene in uno Stato di diritto. Quaggiotto forse ritiene che ricoprire un incarico istituzionale possa esimerlo dai più elementari doveri in vigore in una società civile?». E su questo la stessa Lega si è spaccata con il segretario provinciale Giorgio Granello a condannare il comportamento del sindaco e il suo predecessore Giannatonio Da Re a giustificarlo in virtù della crisi che ha messo in ginocchio tantissimi imprenditori, Quaggiotto compreso. Bordignon sta con l’attuale portavoce del Carroccio trevigiano. «Sebbene l’appartenenza a una corrente o a una sottocorrente politica possa oscurare la capacità di giudizio e indurre la difesa oltre il limite di un comportamento censurabile, non può più essere tollerata la difesa a oltranza di comportamenti inacettabili. Cosa succederebbe se tutti i cittadini seguissero l’esempio del sindaco, se da domani tutti smettessero di pagare l’imposta per l’asporto rifiuti oppure l’Irpef comunale? Quali servizi riuscirebbe a fornire l’amministrazione locale con le casse vuote?». Il capogruppo della Lega all’opposizione non ha dubbi: Quaggiotto deve andare a casa. «Tanto più», aggiunge carne al fuoco, «che nell’ultimo consiglio comunale, quello in cui si discuteva dell’operazione Barcon, ha respinto l’emendamento con cui il mio gruppo aveva proposto di rinunciare all’aumento dell’Imu, proprio in virtù del difficile periodo economico che stiamo attraversando». Maggioranza e giunta al completo hanno deliberato il passaggio dell’aliquota per la prima casa dallo 0,8 allo 0,4 per cento. «Un aumento del 20 per cento», sottolinea Oscar Bordignon, «proposto e approvato da un sindaco che non ha pagato l’Ici». Quaggiotto per ora non molla. Granello stesso, pur confermando l’intenzione di espellerlo dal partito, sostiene di non voler mandare a casa chi è stato eletto dai cittadini, nel rispetto della volontà di questi ultimi. Le tante anime della Lega.   Alessia De Marchi

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VEDELAGO – Cacciato dalla Lega perché in ritardo con il pagamento dell’Ici? Il sindaco Paolo Quaggiotto non ritiene che questa sia una colpa. «Quanti contribuenti si trovano in ritardo con il pagamento delle imposte, ma poi le dovranno versare con sanzioni e interessi? Può succedere, non è un reato. E si dovrebbero vergognare per questo? Credevo che la politica comprendesse le difficoltà delle imprese: devo ricredermi. Solo slogan». Il sindaco ha ricevuto venerdì scorso la comunicazione ufficiale. «Sono molto amareggiato da questa vicenda: dopo diversi anni di militanza e di impegno nella Lega e più di otto anni come sindaco di Vedelago incomprensibilmente vengo considerato “un sindaco non più rappresentativo del movimento”. Ho appreso solo dal giornale e da una telefonata con il segretario provinciale che le motivazioni sono attinenti a un ritardo nel pagamento dell’Ici di una società immobiliare, per il quale il Comune ha emesso un avviso di accertamento». Ricostruisce il rapporto con l’apparato leghista sulla questione Barcon. «Nessun rilievo mi viene avanzato sulla mia attività politico-amministrativa. Anche la vicenda Barcon nulla c’entra con questa storia. Il partito, la segreteria provinciale sono sempre stati informati su tutto. Nessuna indicazione da parte del partito è pervenuta circa la contrarietà alla proposta, solo singole posizioni ma non una linea chiara del partito. È stato il segretario provinciale a chiedermi di portare l’argomento in consiglio comunale anche se la procedura non lo prevedeva e anche se la stessa delibera era stata approvata due volte in giunta anche da coloro che poi in consiglio hanno votato contro».    Davide Nordio

 

 

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