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TREVISO – (P. Cal.) «L’uscita di Da Re mi ha dato fastidio». Giorgio Granello, segretario provinciale della Lega, ha deciso di mettere da parte il fioretto e impugnare la clava. Ormai le guerre intestine e le voci contrarie alle linee tracciate dal movimento si moltiplicano sempre più. E al segretario non è piaciuta per niente la difesa di Da Re a Paolo Quaggiotto, sindaco di Vedelago, in procinto di essere espulso per non aver pagato l’Ici della propria azienda. Ma, più in generale, non gli piace l’aria che si respira all’interno del Carroccio dove le voci di dissenso si levano sempre più alte e si moltiplicano i tentativi di fronda.
«Da Re ha parlato di una cosa che non conosce a fondo o almeno quanto la conosco io – continua Granello – . Non è possibile che un sindaco in cinque anni non versi nemmeno cento euro di Ici. Sarebbe bastato anche lasciare una percentuale della sua indennità per colmare una parte importante del debito. Un amministratore pubblico deve essere per prima cosa trasparente. Se ci saranno dei provvedimenti anche contro Da Re? Dico solo che, d’ora in poi, chi parla in pubblico si prenderà la responsabilità di quello che dice e ogni posizione verrà giudicata in consiglio direttivo. Il tempo della pazienza è finito». Nella Lega si profila uno scontro sempre più duro. Granello, dopo mesi passati a discutere con tutti, ha deciso che il periodo del buonismo è ben che terminato. «Non siamo mica una società di birilli. Nessuno è obbligato a rimanere dentro il movimento se non si riconosce più in quanto stabilito democraticamente dai congressi».

 

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