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L’ira del gruppo Vivere Castelfranco di Maria Gomierato «Con quel progetto si tradisce la vocazione della città»

CASTELFRANCO. Conto alla rovescia per la vendita dall’area in via Sile dove sarà realizzata la cartiera Rotocart. Il 7 novembre il terreno (119mila mq) andrà all’asta pubblica al prezzo di 5,3 milioni. In questi giorni è un continuo botta e risposta tra l’amministrazione Dussin, sostenitrice del progetto, e gli oppositori. Stavolta ad attaccare la Lega è il gruppo Vivere Castelfranco che fa riferimento all’ex sindaco Maria Gomierato. Il coordinatore del movimento Renato Tesser è durissimo. «

Aver deciso che quell’area, prevista dall’attuale piano regolatore a cuscinetto tra le abitazioni e la zona industriale, sia coperta dal cemento di nuovi capannoni è una sciagura che lasceremo in eredità alle future generazioni» dichiara «è un tornare indietro nella storia urbanistica di Castelfranco. Si fa questa operazione essenzialmente per sanare il buco di bilancio di 3 milioni e mezzo, non certo per una visione strategica di sviluppo economico della città. Anche sul fronte dell’occupazione si è capito che questa è solo un paravento perché nulla è certo sui numeri concreti che potranno esserci. Si svende un terreno il cui valore prima del cambio di destinazione era ben superiore. Nel bando d’asta, basta leggerlo, non si chiede alcun vincolo su cosa potrà farne realmente chi acquista. Mani libere, l’importante è intascare in fretta e non andare fuori patto di stabilità. A questo punto ci chiediamo se questo non sia l’esempio concreto di quel federalismo, tanto invocato proprio dalla Lega, per cui gli amministratori locali che mandano in dissesto il proprio comune vanno a casa. Negli stessi giorni in cui tutto questo avviene a Castelfranco, a Montebelluna un sindaco dello stesso colore presenta un piano degli interventi (ex Prg) dove si parla di recupero delle aree industriali dismesse. Perché il punto focale è questo: siamo in presenza di un sindaco e assessori senza idee di come si gestisce un bilancio comunale, che brancola nelle contraddizioni e nell’incapacità di affrontare la difficile situazione. C’è da chiedersi, cosa potrebbe succedere il prossimo anno: quali alienazioni andranno a impoverire ulteriormente il nostro comune?».

Il comitato spontaneo No Ecomostro ha già raccolto 2 mila firme contro il progetto e l’omonimo gruppo su Facebook ha già oltre 1200 iscritti. Tra una settimana esatta ci sarà l’asta del terreno.

Daniele Quarello

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