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Gazzettino – Adriatico, stop alle trivellazioni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

nov

2012

VERTICE A VENEZIA

VENEZIA – Trivellazioni e pozzi di ricerca di giacimenti di idrocarburi nei fondali dell’Adriatico tornano d’attualità: il 9 novembre a Venezia si incontreranno le Regioni italiane e gli Stati che si affacciano sulle due sponde dell’Adriatico. L’obiettivo è quello di impegnare i governi a bloccare ogni attività.
A prendere l’iniziativa sono le due assemblee legislative di Veneto e Puglia che, insieme alla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali d’Italia, hanno invitato a Venezia il ministro per l’ambiente Corrado Clini e i rappresentanti dei Consigli regionali di Abruzzo, Molise, Marche, Emilia Romagna, Friuli e dei governi sloveno, croato, macedone, montenegrino e albanese per mettere a punto una strategia comune di salvaguardia delle coste mediterranee.
«Il mare Adriatico è un bene comune – ha detto il presidente del Consiglio veneto Clodovaldo Ruffato che aprirà i lavori della conferenza a Palazzo Ferro Fini – che tutti i Paesi e le regioni rivierasche hanno l’obbligo di tutelare. Considerando che tutte le operazioni di esplorazione o di trivellazione su una sponda hanno inevitabilmente effetti ambientali sull’altra, data la limitata estensione del mare Adriatico, è quanto mai auspicabile aprire il dialogo anche ai Paesi dell’Adriatico orientale».

Il Veneto, come la Puglia e l’Abruzzo, ha già provveduto ad approvare e ad inviare alle Camere lo scorso gennaio una proposta di legge statale che blocca ricerche di giacimenti di idrocarburi nelle acque adriatiche. Il 20 settembre scorso i presidenti dei Consigli regionali d’Italia hanno condiviso e approvato un ordine del giorno comune che sollecita le Regioni, il parlamento e il governo a salvaguardare le coste delle regioni del Mediterraneo da trivelle ed estrazioni di gas, metano e petrolio. Ora che il governo ha presentato la propria proposta di piano energetico nazionale, le Regioni adriatiche tornano a riaffermare preoccupazioni e contrarietà per nuovi progetti estrattivi al largo delle loro coste.

 

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