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CASO ROTOCART – A giorni andrà all’asta il terreno per la cartiera

Dopo gli esposti e i ricorsi dell’opposizione, il Comitato vuole rivolgersi ai giudici amministrativi

LA PROTESTA – Già raccolte 2mila firma per fermare l’operazione

A una settimana dall’asta per la vendita del terreno dove si dovrebbe insediare la cartiera, il comitato «No Ecomostro» annuncia che ricorrerà al Tar. Mancano pochi giorni all’asta in cui l’area compresa tra via Sile e via Lovara potrebbe essere ceduta alla Rotocart ad un prezzo minimo di 5,3 milioni di euro. Ed in questi pochi giorni proseguiranno sia la raccolta firme – sabato e domenica in piazza Giorgione – che lo studio delle procedure seguite dall’amministrazione per la vendita del terreno. Proprio su quest’aspetto potrebbe concentrarsi l’attenzione del comitato per elaborare il ricorso al Tar. Un’azione giudiziaria che si aggiungerebbe ai due ricorsi già presentati alla Procura della Repubblica di Treviso e alla Corte dei Conti.

«Il Comitato No Ecomostro è pronto a ricorrere al Tribunale amministrativo regionale – fa sapere con una nota il portavoce del comitato, Stefano Costa -. Al ricorso si aggiungono le iniziative già avviate dalle forze politiche d’opposizione: esposti e ricorsi. Il tutto con avvallo e consulenza di persone di provata esperienza. Ci sono vicine anche Legambiente e Italia Nostra. Nel frattempo continua la raccolta di firme anche nel prossimo fine settimana, quindi l’appuntamento torna ad essere per sabato e domenica in Piazza Giorgione».

Le difficoltà finanziarie del Comune secondo Costa non bastano a giustificare la vendita del terreno con la prospettiva del mega insediamento industriale.

«La necessità di rientrare di un buco di bilancio, e la conseguente messa all’asta di un bene così prezioso come una porzione consistente di terreno, non è stata annunciata né spiegata – precisa -. Noi chiediamo conto del perché una città come Castelfranco, dotata di liquidità per ben diciotto milioni di euro, si trovi improvvisamente ad avere bisogno di tre milioni e mezzo di euro».

A chiederselo sono in tanti:

«La gente di Castelfranco non ne può più di cemento – conclude Costa -. Lo dimostrano le quasi 2mila firme raccolte dal nostro appello, i millecinquecento contatti Facebook e le decine di persone impegnate nel nostro comitato».

 

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