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Vedelago. Gli assessori Perin e Andretta e il consigliere Volpato pronti a levare l’appoggio alla maggioranza: progetti fermi

VEDELAGO. Ostruzionismo in giunta: vicesindaco Marco Perin e assessore all’urbanistica Cristina Andretta, sostenuti dal consigliere di maggioranza Daniele Volpato (Pdl), sono pronti a staccare la spina e a togliere l’appoggio al governo Quaggiotto. «Non siamo incollati alle poltrone. Piano degli interventi in giunta entro lunedì o si va tutti a casa», annunciano i tre che con l’assessore alla sicurezza Renzo Franco hanno fatto saltare l’operazione Barcon, votando contro maxi macello, cartiera e casello della Pedemontana Veneta sponsorizzati dal sindaco. L’ultimatum suona da definitiva resa dei conti. «Il clima che si respira nel gruppo di maggioranza», osservano Perin, Andretta e Volpato senza tanti giri di parole, «sta diventando sempre più pesante e l’attività amministrativa è praticamente paralizzata». Nel banco degli imputati con l’accusa di ostruzionismo i tre con il sindaco mettono anche l’assessore ai lavori pubblici, il geometra Denis Serafin, nessuna tessera di partito in tasca, ufficialmente indipendente. «Due progetti fondamentali per il nostro Comune sono parcheggiati da mesi e sono il piano degli interventi che dà risposta alle richieste di 416 famiglie e la realizzazione della rotonda che cancellerà il pericoloso incrocio dell’Antica Postumia, teatro di continui incidenti anche gravissimi», accusano, «Al sindaco Paolo Quaggiotto chiediamo di portarli a termine in tempi brevissimi, in caso contrario verrà meno il nostro appoggio alla maggioranza». E l’affondo: «Il piano degli interventi da due mesi viene sistematicamente boicottato dall’assessore Serafin in accordo con il sindaco. È giunto ormai alla fase finale, i tecnici hanno già esaminato da tempo tutte le domande e sono pronte le lettere di risposta alle 416 richieste presentate dai cittadini. Purtroppo non c’è verso di arrivare alla fine della procedura perché, secondo l’assessore Serafin, bisogna rivedere tutte le domande e in questa sua posizione è appoggiato dal sindaco. Le motivazioni che accampa sono incomprensibili dal momento che i criteri di base per l’elaborazione del piano sono stati condivisi da subito da tutta la maggioranza». I tre ricordano pure che l’aumento dell’Imu, approvato in consiglio, doveva servire a finanziare la rotonda dell’Antica Postumia. «Bastano 15 giorni per avviare la procedura», sostengono, «Non di più. Le ripicche personali non devono entrare nella casa comunale. O si lavora o non c’è motivo di restare ed è bene andare a casa».

Alessia De Marchi

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