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GRANDI OPERE

Il tracciato distruggerà la Nuova Gasparona, buttati 270 milioni. Vernizzi: «L’opera va avanti senza intoppi»

VICENZA. Nel territorio di Cassola il tracciato ha incontrato una discarica per rifiuti industriali. A Bassano del Grappa è in corso una delicata bonifica bellica.

Non c’è pace per il tracciato della Superstrada Pedemontana Veneta. Ma che sia colpo di scena è tutto da dimostrare.

Anche il Pd, adesso, attacca:

«La Pedemontana sta diventando tutt’altra cosa rispetto al progetto originario con lievitazione di costi, pedaggi non previsti e, soprattutto, abnorme spreco di territorio con evidenti conseguenze per l’ambiente. Senza contare la scarsissima trasparenza sui progetti attuativi e sulla situazione finanziaria. Chiederemo all’assessore Renato Chisso di far luce in aula in occasione di una seduta straordinaria del Consiglio e ci riserviamo di ricorrere alla magistratura amministrativa e non».

Lo hanno annunciato Laura Puppato e Stefano Fracasso, a Palazzo Ferro Fini sede del consiglio regionale. All’incontro hanno partecipato anche amministratori locali ed esperti tra cui l’ex senatore “verde” Giorgio Sarto, Alberto Rigon, Alfio Piotto e Giampaolo Bergamin. Quest’ultimo ha definito l’opera

«un elefante calato in una cristalliera, un tubo chiuso che devasta il territorio, con l’aggravante dei caselli che diventeranno teatro di saccheggio e distruzione dell’ambiente».

Bergamin punta l’indice sulla norma, contenuta nel Ptrc (articolo 38) che avoca alla Regione la programmazione per due chilometri di raggio attorno ad ogni casello.

«In questo modo i sindaci vengono espropriati del loro territorio e attorno ai caselli nasceranno centri commerciali, discariche e inceneritori» aggiunge Bergamin. «Questa superstrada aperta – hanno aggiunto Puppato e Fracasso – si si sta profilando come un’autostrada “chiusa” e, quindi, a pagamento così come prevede la formula del project financing».

Decisi a bloccare i lavori della Superstrada, Bergamin ha presentato il 2 ottobre una serie di osservazioni alla Via chiesta dalla Sis relativa al lotto 2 tratta B.

«Hanno fatto le cose così male che ora devono rifare la procedura Via per il lotto che sta per partire – aggiunge Bergamin – il tracciato non coincide in alcun modo con la Gasparona che verrà abbandonata a se stessa. Verrà, invece, realizzata una strada completamente nuova, in trincea, più larga e più profonda e questo comporta una serie di problemi a cominciare dalla sicurezza delle falde acquifere. Con costi che potranno lievitare fino a 23 mila euro al metro. In tutto, questo tratto costerà 270 milioni che avrebbero potuto essere in larga risparmiati allargando la Gasparona».

Proprio l’abbandono del sedime della Nuova Gasparona, costruita appena venticinque anni fa, è uno dei motivi che hanno indotto il Pd a «far proprie» le osservazioni di questi comitati.

«Uno degli impegni era quello di utilizzare il più possibili i sedimi delle strade esistenti. La Gasparona, invece, sarà abbandonata e distrutta con grave spreco del territorio».

Piccata la replica del commissario per la Spv, Silvano Vernizzi:

«Abbiamo dovuto attivare di nuovo la procedura Via per il lotto 2 perché nel tratto vicentino erano inizialmente previsti due caselli e, d’intesa con le amministrazioni comunali, ne faremo uno soltanto a Villaraspa di Mason Vicentino. Poiché si tratta di una variante sostanziale abbiamo dovuto riattivare la procedura Via. Ma il resto del progetto è identico a quello approvato a suo tempo. Questi colpi di coda non fermeranno l’opera».

Daniele Ferrazza

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