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LA RINUNCIA – Neanche un’offerta per il terreno di via Lovara

LE REAZIONI – Gli oppositori soddisfatti: «Ha vinto la democrazia»

Il “no ecomostro” : «Persi 200 posti di lavoro? Erano meno»

Non sono arrivate offerte per l’area tra via Sile e via Lovara, l’asta che si sarebbe dovuta tenere oggi quindi non ci sarà. Hanno vinto i cittadini che hanno sposato la causa del comitato «No Ecomostro», le tremila persone che hanno firmato per dire no all’insediamento industriale. Il terreno aveva suscitato l’interesse della Rotocart di Piombino Dese, la ditta aveva intenzione di realizzare un’industria per la trasformazione della carta: qui sarebbero arrivate le bobine di carta prodotte in varie cartiere in Europa ed in futuro anche da una cartiera che la stessa Rotocart sembra essere intenzionata a realizzare in Carinzia. Il terreno era stato messo in vendita con una base d’asta di 5.300.000 euro: 4 milioni dovevano essere trasferiti nelle casse del Comune di Castelfranco entro il 30 novembre, il resto ultimata la pratica urbanistica che prevede la conversione dell’area da solo in parte industriale a completamente industriale ed un aumento significativo della cubatura: da 120mila metri cubi a 720mila metri cubi. Proprio quest’aspetto, la paura di inquinamento, insieme all’incertezza dei posti di lavoro – 200 quelli prospettati, anche se il Partito Democratico aveva fatto presente che avrebbero potuto essere molti di meno, in base a quanto emerso quando la Rotocart si doveva insediare a Barcon – hanno fatto scatenare la protesta. Il comitato ora «No Ecomostro» canta vittoria.

«Consideriamo questa una vittoria della democrazia partecipata sull’idea che una persona possa arrogarsi il diritto di fornire la soluzione a tutti i problemi senza nemmeno aver comunicato che esistono i problemi – afferma il portavoce Stefano Costa – Non avevamo alcun dubbio del fatto che qualunque imprenditore nelle condizioni di velocità ed incertezza amministrativa e legale nelle quali è stata preparata e proposta l’asta del terreno in questione potesse partecipare ed investire a cuor leggero. Promettiamo di continuare ad impegnarci per vigilare sull’operato di chi amministra, e per elaborare idee concrete da proporre e mettere in pratica. Ci aspettiamo che la stessa Amministrazione nella persona del sindaco annunci un piano di rientro efficace almeno quanto la sbandierata (e mai riuscita negli anni) panacea della vendita di terreni»

Matteo Ceron

 

IL SINDACO DUSSIN

«Clima medioevale, ci riproveremo»

CASTELFRANCO – (mcer) Delusione da parte del sindaco Luciano Dussin, che sperava di sistemare il bilancio del Comune ricevendo 4 milioni entro fine mese evitando lo sforamento del patto di stabilità. Spera comunque che, al di là del clima di protesta, abbia inciso il fatto che non è ancora completato l’iter per la trasformazione urbanistica dell’area. L’asta verrà ripetuta nel 2013 a cose fatte. «È stata indetta prima della fine dell’iter urbanistico, che terminerà nei primi mesi del 2013, nella speranza di consentire alla città di incassare un cospicuo anticipo e mettere in ordine il bilancio falcidiato dal Governo -afferma Dussin- L’interesse per l’area c’era, spero ci sia ancora, poteva realizzarsi anche quello del Comune». Se la prende coi cittadini che hanno protestato contro il progetto. «Purtroppo il clima medioevale inscenato da chi ha persino utilizzato i bambini mascherati raccontando devastazioni da inquinamento ambientale inventato, ha allontanato le aspettative e gli interessi in quell’area. Mentre abbiamo visto nascere dal nulla neonati scienziati in “politiche industriali” che distruggono per distruggere, chi rappresenta ufficialmente la volontà popolare continuerà a lavorare per costruire opportunità lavorative in città».

 

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