Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Vicesindaco e assessore all’urbanistica fuori dalla maggioranza con il consigliere Volpato: «Basta»

VEDELAGO. Passata la mezzanotte di lunedì ovvero scaduto l’ultimatum lanciato venerdì scorso. Passato pure il mezzogiorno di ieri, giusto per escludere un ripensamento fuori tempo massimo. Ma da Paolo Quaggiotto non è arrivata alcuna convocazione di giunta, né con i crismi della formalità da tempo dimenticata né con il solito informalissimo sms. Così il vicesindaco Marco Perin, l’assessore all’urbanistica Cristina Andretta e il consigliere Pdl Daniele Volpato hanno deciso di staccare la spina. Ieri sera hanno formalizzato le loro dimissioni dalle rispettive cariche: traballa la giunta, frana la maggioranza e rischia di saltare l’intera amministrazione comunale. «Avevamo chiesto al sindaco di sbloccare la situazione di maggioranza», dicono i tre dimissionari, «Vedelago ha bisogno di vedere ripartire l’attività dell’amministrazione. Due progetti fondamentali per il nostro Comune sono parcheggiati da mesi». Fermo il piano degli interventi con le relative 456 richieste dei cittadini in attesa di una risposta alle loro legittime aspettative. Ferma la realizzazione della rotonda sull’Antica Postumia all’altezza dell’omonimo ristorante. «Un’opera», ribadiscono i tre, «indispensabile visti i numerosi incidenti gravi, alcuni anche mortali, verificatisi negli ultimi anni in quel maledetto incrocio». E non solo gli unici progetti fermi. «Ma sono quelli», confessano Marco Perin, ormai ex braccio destro di Quaggiotto, Cristina Andretta e Daniele Daniele Volpato, «i soli motivi che ci hanno tenuto legati alla maggioranza dopo il voto contrario al progetto Barcon, da noi espresso nel consiglio comunale dello scorso 8 ottobre». Il sindaco, seppur messo in minoranza da quattro dei suoi, ha tirato dritto allora. Non un passo indietro dopo la bocciatura dell’accordo di programma proposto dagli imprenditori Colomberotto e Gelain per la costruzione di maxi macello, cartiera e casello della Pedemontana Veneta a nord di via Terza Armata. Scaricato dalla Lega del segretario provinciale Giorgio Granello, è passato sopra pure alla richiesta avanzata da Perin, Andretta e Volpato di convocare la giunta entro lunedì. «Dall’atteggiamento del sindaco», dicono i tre dimissionari, «prendiamo atto che le nostre priorità non coincidono più con le sue. Abbiamo atteso fino a stamani (ieri mattina per chi legge, ndr). Nessuna giunta è stata convocata. Siamo di fatto bloccati. Riteniamo che Vedelago meriti degli amministratori che sappiano valutare le esigenze del territorio e che non portino questioni personali nella casa comunale». Un’accusa diretta, senza mezze parole al sindaco e ai suoi fedelissimi. «È una scelta molto sofferta», ammettono Perin. Andretta e Volpato, «Non avremmo mai voluto farla, ma il nostro ruolo di amministratori ci impone di agire come tali e oggi non stiamo amministrando e non stiamo rispondendo ai bisogni della nostra comunità».

Alessia De Marchi

link articolo

 

Solo tre giunte negli ultimi tre mesi. Piano degli interventi boicottato.

Per la serie “C’eravamo tanto amati…”. O forse no. Paolo Quaggiotto ha vinto le elezioni con un’alleanza tra Lega e Pdl. Lui saldamente, almeno allora, sul Carroccio. Il suo vice Marco Perin e l’assessore Cristina Andretta in maglia azzurra, poi persa con il mancato rinnovo della tessera del Pdl. Una convivenza non facile, ma comunque garantita. Fino all’operazione Barcon, fino a quell’accordo di programma sostenuto con forza dal sindaco Paolo Quaggiotto a dispetto della sua stessa giunta. La maggioranza ha iniziato a vacillare. E segnali di fine rapporto anche nelle convocazioni della giunta, sempre più dilatate nel tempo e sempre meno incisive. Negli ultimi tre mesi solo tre riunioni dell’esecutivo. Per due volte è stato bocciato il piano degli interventi che dà attuazione al pat (piano di assetto del territorio, di fatto il vecchio prg). Sorrisi tirati, maggioranza ingessata e un sindaco non disposto a lasciare il posto. (a.d.m.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui