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LE ACCUSE AL SINDACO – Dal Progetto Barcon fallito al recente “scandalo” Imu

CADE LA GIUNTA A VEDELAGO – Tre assessori e nove consiglieri hanno presentato le dimissioni

“Tre anni inutili e ora la paralisi”

Contestatori spietati: «Ormai amministrare era impossibile»

«Dopo quasi tre anni di amministrazione, mille opportunità e nessuna risposta». È la frase che sintetizza il pensiero degli ex assessori Marco Perin e Cristina Andretta, ma anche di Daniele Volpato, consigliere in quota Lega. Si sono tutti dimessi, assieme ad altri 9 consiglieri, portando così all’inevitabile scioglimento del consiglio comunale e alla fine anticipata della seconda legislatura Quaggiotto. «Ormai l’attività amministrativa era paralizzata -ha detto Perin- Solo tre riunioni di giunta negli ultimi tre mesi, quando di norma erano una decina». «Tutto è iniziato con l’avvio del Progetto Barcon -conferma Cristina Andretta- ma il motivo vero è un altro: a Vedelago non si può amministrare. È molto grave e contrario ai fondamenti della democrazia -ha aggiunto- che il sindaco abbia deciso, ad esempio, di non tenere in considerazione il parere negativo espresso dal consiglio comunale, manifestando l’intenzione di portarlo avanti comunque». «E poi ci sono due progetti fondamentali per il Comune, ancora parcheggiati come ad esempio la rotonda all’incrocio tra via Monte Grappa e la provinciale 19 altezza dell’hotel ristorante Antica Postumia, punto nero della viabilità» ha aggiunto Daniele Volpato. Durissime le motivazioni del gruppo “Oscar Bordignon sindaco”. «Dopo un desolante corollario di fallimenti politici, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini di Vedelago, è opportuno porre fine a un’agonia durata anche troppo tempo». «Il nostro -continua il documento- è un atto doveroso per il bene della Comunità e del territorio vedelaghese. Per quasi due anni abbiamo assistito a un’amministrazione concentrata sull’accordo di programma per la riqualificazione territoriale pedemontana, mentre sono state tralasciate importanti tematiche come ambiente, pianificazione urbanistica e politiche a favore delle fasce deboli». E non basta: «È addirittura censurabile l’arroganza politica con la quale sono stati negati atti e documenti a pubblici amministratori di opposizione. E da ultimo il fatto più recente: il mancato pagamento da parte del sindaco, delle tasse dopo averle aumentate ai propri cittadini, un comportamento inammissibile». Anche Primavera Civica parla di atto di responsabilità verso il futuro e verso Vedelago: «È giunto il momento di rimettere le cose al loro posto e di fare in modo che la comunità locale e i cittadini tornino a impossessarsi della propria storia, del proprio domani, ad essere partecipi delle questioni che decisive che li riguardano» dice Fiorenza Morao. Scarni i comunicati di Renzo Franco e Walter Santin: per entrambi non esistevano più le condizioni per andare avanti. A questo punto restano solo le macerie: a raccoglierle sarà il commissario (si parla della De Palma) che dovrebbe subentrare già domani.

 

Il testamento di Quaggiotto: “Tradito dai miei ma non finisce qui”

VEDELAGO – (gv) «Dopo quasi 9 anni dedicherò più tempo agli affetti e al mio lavoro, che ho trascurato per occuparmi dell’amministrazione di Vedelago. Poi inizierò a pensare al prossimo appuntamento elettorale, perché i miei cittadini se lo aspettano». Si conclude così il comunicato al quale l’ormai ex sindaco Paolo Quaggiotto ha affidato le sue considerazioni. Non senza fare un bilancio del suo doppio mandato: due nuove scuole, a Fanzolo e Fossalunga, interventi sulla viabilità e nel sociale, approvazione del Pat, grandi eventi come la tappa del Giro d’Italia. E l’aver incentivato insediamenti per nuove aziende in modo da dare opportunità occupazionali. «Ci stavamo impegnando per realizzare il “Progetto Barcon” per risolvere occupazione e viabilità -si legge ancora- ma evidentemente ha suscitato preoccupazione in coloro che non ne erano protagonisti. Non mi rimprovero nulla, se non l’aver scelto collaboratori sbagliati che hanno tradito me e la fiducia del 67% dei cittadini che ci aveva votato». Poi conclude: «Mi dispiace anche che i nuovi vertici provinciali del mio partito non abbiano ritenuto importante intervenire a sostegno dell’amministrazione».

 

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