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Gazzettino – Carico nucleare, la paura e’ passata

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

nov

2012

LA NOTTE “RADIOATTIVA”

Notte bianca solo per le forze dell’ordine lungo la A4 per il transito del convoglio con le lamine di uranio

Nucleare, paura passata. Ma con “giallo”

ALLERTA – Grande dispiegamento di mezzi e controlli serrati in tutta la zona

PERCORSO BLINDATO – Quindici veicoli per la scorta. Duecento uomini per i presidi.

È filato tutto liscio nella lunga notte del carico radioattivo, partito mercoledì sera dalla provincia di Vercelli e arrivato alle cinque del mattino a Trieste. La curiosità nel vederlo passare era tanta, la paura era invece ormai scemata dopo le ripetute rassicurazioni da parte di istituzioni ed esperti del settore. Nel Miranese erano comunque decine gli agenti impegnati nel presidiare ogni sovrappasso dell’autostrada, da Vetrego a Spinea, da Salzano a Martellago. Ma le strade dei paesi erano isolate, la gente si è addormentata senza accorgersi di nulla. Si sono accorti eccome del passaggio, invece, gli automobilisti che transitavano tranquillamente lungo il Passante: solitamente in piena notte la carreggiata è deserta e poco illuminata, ma in questo caso più di qualcuno avrà fatto un colpo vedendosi attorniato da una ventina di mezzi con i lampeggianti accesi. Al centro un container abbastanza piccolo, quello che probabilmente conteneva le dieci lamine di un elemento combustibile irraggiato denominato Mtr e proveniente da attività di ricerca. È accaduto poco dopo le due e mezza, ma la lunga attesa era cominciata già in serata, con varie pattuglie delle forze dell’ordine a predisporre controlli e posti di blocco. Un piano di sicurezza studiato nei minimi dettagli per evitare qualsiasi tipo di intralcio al passaggio: l’enorme dispiegamento di mezzi e uomini (almeno 200 addetti per il tragitto stradale) probabilmente era dovuto pure al timore di incappare in qualche comitato di manifestanti anti-nucleare. Ma è andato tutto bene e, rispetto a quanto preannunciato lunedì, non è stato nemmeno necessario chiudere gli accessi autostradali. «Il mezzo viaggia ad ottanta chilometri orari e non si può fermare» è stato ripetuto più volte nei giorni precedenti al suo passaggio. E invece una sosta tecnica c’è stata: attorno a mezzanotte, a Desenzano nel veronese. Dal momento del suo ingresso nel territorio veneto, la presenza di pattuglie nel Miranese si è intensificata e ha preso piede pure un vorticoso tam-tam di contatti telefonici tra le forze dell’ordine. «Ha appena passato Arino di Dolo, tra pochi minuti sarà nel territorio di Mirano» annuncia alle due e mezza un agente della Polizia. «Ma no, a noi risulta che sia molto più indietro, arriverà alle quattro» spiega un collega. Alla fibrillazione si affianca la confusione. Pochi minuti dopo, attorno alle 2.40, ecco il convoglio: si contano almeno sette macchine della Polstrada e due della Cav a fare staffetta di accompagnamento, più Protezione Civile, Carabinieri, scorta privata e il mezzo dei Vigili del Fuoco del Nucleo Nucleare Biologico Chimico Radiologico. Tutto è filato liscio, e non ci sarà nemmeno bisogno di particolari indagini sull’aria da parte dell’Arpav: i tecnici spiegano che, in termini di radiazioni, stare per ore davanti a quel mezzo equivale a un semplice esame radiografico ospedaliero. Il pericolo ci sarebbe stato solo in caso di intralcio o incidente, ma i timori sono presto passati. Assieme al carico, salpato alle 9.30 con una nave danese diretta al porto di Charleston, negli Stati Uniti.

 

IL RETROSCENA

Il sospetto di un diversivo: forse un camion civetta

MIRANO – Il carico radioattivo è arrivato nel veneziano poco dopo le due, accompagnato da una scorta molto imponente e soprattutto appariscente: questa è la versione ufficiale sul passaggio del convoglio. Ma se invece il materiale nucleare fosse passato in gran segreto oltre due ore prima, senza dare nell’occhio? Nella giornata di ieri si è diffusa questa tesi alternativa, che se confermata rappresenterebbe senza dubbio un’eccellente operazione di depistaggio. Far passare in sordina il carico con il materiale più pericoloso, le dieci lamine appunto, per far concentrare l’attenzione dei possibili manifestanti sul bersaglio sbagliato, quello accompagnato dal convoglio imponente. L’indiscrezione è filtrata nella giornata di ieri ed è stata rafforzata da alcune testimonianze dirette di chi transitava lungo il Passante di Mestre poco dopo la mezzanotte. A quell’ora è infatti transitato nella zona del Miranese un grande autotreno con i lampeggianti gialli accesi, anticipato da due vetture con lampeggianti blu e accompagnato da altre due camionette «in borghese». Dopo questo primo passaggio alcune pattuglie delle forze dell’ordine presenti nei vari sovrappassi si sono allontanate, come se il carico pericoloso fosse già passato. Ma avrebbe avuto senso impiegare due ore dopo tutti quei mezzi per una scorta solo da depistaggio? La tesi è tutta da verificare, ma visto il caos informativo degli ultimi giorni questo retroscena non è comunque da escludere. (g.pip.)

 

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