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Lunedì la seduta del parlamentino: «Marghera non sia pattumiera d’Italia» Ma il parere del Comune è solo consultivo, l’ultima parola spetta alla Regione

MARGHERA. Manifesti e striscioni per ribadire un secco “no” al progetto di ampliamento dell’azienda Alles (gruppo Mantovani) di Fusina per il trattamento di rifiuti pericolosi.

L’Assemblea permanente contro il pericolo chimico, riunitasi mercoledì sera, ha deciso di partecipare al consiglio comunale che si terrà lunedì dalle 14 nel municipio di via Palazzo a Mestre. «Stiamo preparando striscioni e cartelloni» spiega Roberto Trevisan presidente dell’Assemblea «e ci saremo, anche se l’orario di convocazione del Consiglio non aiuta la partecipazione di massa.

Abbiamo anche chiesto al presidente Roberto Turetta di poter intervenire per poter esprimere la nostra posizione sul progetto». Un progetto che da mesi sta facendo discutere la città, per la paura, come è stato ricordato più volte, che Marghera possa diventare la «pattumiera d’Italia». Questo perché la Alles, che attualmente tratta 18 tipi di rifiuti – prevalentemente fanghi – prodotti in loco e derivati dalle lavorazioni di Porto Marghera ha chiesto alla Regione l’ampliamento dello spettro di rifiuti da poter trattare (da 18 a 60, una prima ipotesi ne prevedeva 120) e del bacino d’utenza: ovvero di poter ricevere anche rifiuti provenienti da fuori città. Un progetto per il quale la commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale (Via) ha già dato l’ok. Provincia e Comune hanno ribadito in più occasioni la loro contrarietà, con la consapevolezza però di esprimere un parere solo consultivo: l’ultima parola in merito all’ampliamento spetta alla Regione.

«L’aspetto più delicato della vicenda» spiega l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin, «è che l’attuale piano regolatore del Comune prevede per Marghera che siano solo soggetti pubblici a poter trattare rifiuti pericolosi che arrivano da fuori città. Se la giunta regionale dicesse sì, la sua decisione modificherebbe il piano regolatore, aprendo la strada ad altri soggetti privati che volessero arrivare a Marghera per trattare rifiuti pericolosi». Un passaggio molto delicato che rischia di compromettere il percorso di risanamento dell’area industriale. Per fare il punto della situazione lunedì mattina, prima del consiglio, è stata convocata anche la Commissione Ambiente, alla quale ci sarà anche Bettin.

«Servirà per capire a che punto è l’iter per la richiesta di ampliamento» spiega Saverio Centenaro del Pdl «e per capire nel dettaglio quali tipo di rifiuti potrebbero arrivare a Marghera. Una cosa è certa: nessuno di noi la vuole trasformare nella pattumiera d’Italia».

Francesco Furlan

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