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Trattamento di fanghi: protesta e progetto bocciato, benché ridimensionato. Nel terzetto dei revisori dei conti (compensi tagliati del 20%) elette due donne.

Come aveva già fatto nel 2010 con il primo progetto, il consiglio comunale ha respinto ieri a maggioranza il nuovo e ridimensionato progetto di potenziamento (revamping) dell’impianto di Alles spa a Porto Marghera che tratta rifiuti e fanghi inquinati.

Sotto gli occhi dei militanti dell’Assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera, arrivati in Municipio con uno striscione in cui accusano il gruppo Mantovani, di cui Alles spa fa parte, di danneggiare la salute dei cittadini, i consiglieri presenti hanno votato a maggioranza (21 favorevoli su 26 presenti al voto) la mozione predisposta dal consigliere Beppe Caccia in cui si dice chiaramente che «il progetto di potenziamento dell’impianto di Alles spa contrasta con le vigenti norme del Piano regolatore generale del Comune di Venezia, contrasta inoltre con gli obiettivi di risanamento e riqualificazione industriale definiti dal Pat (Piano di assetto del territorio) e si inserisce in un più ampio disegno finalizzato allo sviluppo nel sito industriale di Porto Marghera dell’intera filiera produttiva per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi, provenienti da tutto il territorio del Veneto e non solo».

Il progetto dell’azienda del gruppo Mantovani, presieduto da Piergiorgio Baita che ieri è stato accusato di «infischiarsene della salute dei cittadini e dell’ambiente», viene dunque bocciato dal consiglio comunale – malgrado da riduzione delle tipologie di rifiuti e fanghi pericolosi da trattare, decisa dalla stessa Alles e malgrado il parere favorevole avuto dalla commissione regionale per la valutazione dell’impatto ambientale – in quanto «tratta rifiuti estremamente pericolosi per la salute dei cittadini e dei lavoratori della zona industriale e dannoso per il territorio e l’ambiente, ed è in aperto contrasto con la prospettiva della bonifica delle aree inquinate, della riconversione dei cicli produttivi inquinanti e del complessivo rilancio produttivo del polo di Porto Marghera con attività pulite, ecologicamente compatibili e sostenibili, prospettiva alla base dei recenti accordi stipulati in materia di bonifiche e messa in sicurezza e sostenuta a parole, tra gli altri, anche dal Piano regionale di sviluppo approvato nel 2007 da Giunta e Consiglio del Veneto».

La mozione chiede quindi alla Giunta regionale di «non recepire il parere positivo della commissione Via e di negare qualsiasi autorizzazione al potenziamento dell’impianto di Alles». Altrimenti, ha ripetuto l’assessore Gianfranco Bettin, il Comune è pronto a ricorre al Tar. La mozione di Beppe Caccia ha avuto anche i voti dei consiglieri della Lega Nord, mentre quelli del Pdl hanno votato una mozione alternativa in cui, pur non approvando il progetto di Alles, si proponeva la creazione di una commissione tecnica comunale per valutarlo meglio.

La seduta del consiglio comunale era iniziata con la contrastata elezione dei nuovi revisiori dei conti. La novità è che due dei tre revisori eletti ieri sono donne: Silvia Bernardini candidata della maggioranza di centrosinistra e Maria Giovanna Ronconi proposta dal Pdl. Il nuovo presidente dei revisori è Massimo Da Re, ma sia lui che le due neoelette riceveranno, come previsto da un emendamento votato ieri, un compenso annuale ridotto del 20 per cento, pari a 13 mila euro lordi l’anno.

Gianni Favarato

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