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Gazzettino – Dolo, Commercio in ginocchio

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

nov

2012

DOLO – Cogno: il colpo di grazia dalle aperture domenicali che svuotano i paesi

L’allarme di Ascom: introiti crollati fino al 70 per cento nei centri urbani

NEGOZI VUOTI – Clienti sempre meno frequenti nei punti vendita della Riviera

È una vera richiesta di aiuto quella lanciata dagli operatori commerciali della Riviera del Brenta. «Ora come ora il commercio rivierasco e non solo sta facendo vedere una contrazione delle vendite che si attesta tra il 60 ed il 70 per cento». Un dato ben al di sopra delle più pessimistiche stime e che apre un baratro tra la crisi ufficiale e la situazione reale sul territorio.
A lanciare l’allarme è il vice presidente Ascom, Umberto Cogno. Che se la prende pure con le aperture domenicali, che a suo dire non hanno portato nulla di buono.

«Le vendite – chiarisce Cogno – non sono aumentate nei centri commerciali e i dipendenti, da quanto ci risulta, non percepiscono la paga festiva. Anche le tanto annunciate assunzioni non ci sarebbero state. Quindi, quelli che difendevano le aperture domenicali hanno preso in giro tutti perché avevano promesso più assunzioni. Queste aperture sono una cosa vergognosa. Stanno facendo una strage del piccolo commercio. Adesso i nostri paesi la domenica sono completamente vuoti. Paesi fantasma. Qui si sta distruggendo anche un territorio. Già dal sabato i paesi si stanno svuotando, ora come ora se si dovesse scegliere un pomeriggio di chiusura si sceglierebbe il sabato pomeriggio visto che la popolazione va tutta nei centri commerciali».

E chiama in causa le amministrazioni locali.
«Dovrebbero fare qualcosa per aiutare il piccolo commercio. Anche per loro penso non sia piacevole vedere che le domeniche nei paesi è il deserto più assoluto. Non è certo facendo qualche manifestazione che si risolve il problema». E prevede un 2013 ancora più duro dell’anno che sta per finire: «Se non si sbloccherà questa situazione penso che il 2013 sarà un disastro. Gran parte dei negozi chiuderanno e si dovranno lasciare a casa i nostri dipendenti».

Gianluigi Dal Corso

 

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