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“Vandali” a Riese: Gian Antonio Stella con Gualtiero Bertelli racconta il saccheggio delle bellezze d’Italia

Non solo le Torri del Tonale, che non è un poetico nome di alcune cime alpine, bensì veri e propri grattacieli costruiti sull’omonimo passo di montagna, o l’ermo colle leopardiano sempre più coperto da fabbriche. Ma anche l’abbandono del Barco della Regina Cornaro ad Altivole o il rischio che pendeva sulla campagna di Barcon di Vedelago. Non mancheranno temi di casa nostra nello spettacolo “Vandali – l’assalto alle bellezze d’Italia” di scena giovedì 15 novembre a Riese Pio X (palestra comunale, ore 21), per iniziativa dell’associazione Macondo Express. Il giornalista Gian Antonio Stella (autore dell’omonimo volume scritto con Sergio Rizzo), Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque intraprenderanno un viaggio in parole, musica e immagini in un Paese che non pare accorgersi della costante distruzione del suo patrimonio paesaggistico e culturale. E, arrivati nella Gioiosa Marca, l’indice non poteva che essere puntato sulla cementificazione dissennata. «Quando ne varchi i confini sei accolto dallo slogan trovi “se la vedi, ti innamori”», dice Stella, «Beh, dipende da dove la vedi. Perchè è anche la terra di ben 1077 aree industriali, una media di 14 a comune, dati incontrovertibili perchè della Regione Veneto. Sia chiaro, nessuno è così fesso da rimpiangere il Veneto della fame e della pellagra, dove Mogliano ospitava il più grande centro di cura nazionale per questa malattia, o il fatto che tra il ’51 e il ’61 hanno fatto le valige il 27 % degli abitanti di Gorgo al Monticano, il 26 % di quelli di Mansuè o ancora il 22 % di Fontanelle, che fatta la tara con i nati, voleva dire che se ne è andato un terzo di questi paesi. Ma c’era modo e modo di accompagnare lo sviluppo. La “felice anarchia” dello sviluppo produttivo ha creato sì tanto benessere ma anche tanti disastri. Come le 28 aree industriali di Crocetta del Montello, una ogni 204 abitanti». Con l’accompagnamento di filmati, delle canzoni riscoperte da Bertelli e dalla Compagnia delle Acque, Stella farà guida in un percorso dove ci sarà molto da vergognarci ma anche molto utile per riflettere: «L’amico Bepi Covre, in tempi non sospetti lanciava l’allarme sui rischi dell’eccesso di autonomia dei sindaci perchè, diceva, un sindaco non è in grado di dire no a chi porta lavoro anche se poi ti distrugge il territorio – continua Stella – in riferimento a questo il recente caso Barcon è illuminante. Non si può continuare a fare sviluppo mangiando campagna. E forse tornare indietro è una carta da giocare, anche in riferimento alla crisi del settore edile. La sfida vera è magari restituire i pezzi di collina devastati».

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