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RENZO SCARPA SULLA CROCIERE

Basta grandi navi quando l’acqua alta supera il metro e dieci di altezza sul medio mare. A chiederlo al sindaco affinché intervenga nei confronti dell’Autorità portuale ed emetta un’ordinanza di protezione civile è il capogruppo del gruppo misto, Renzo Scarpa, con una interpellanza depositata ieri. Il motivo è dettato dalle numerose segnalazioni di veneziani che risiedono o lavorano non lontano dal Bacino di San Marco o dal canale della Giudecca, che domenica hanno notato un abbassamento improvviso del livello dell’acqua nei locali allagati. Un calo momentaneo, seguito poco tempo dopo da un livello dell’acqua più elevato. Insomma, uno tsunami riprodotto in scala che sarebbe stato provocato dal passaggio di una nave della Costa, immortalato peraltro sui giornali di mezzo mondo come sfondo di piazza San Marco allagata.

«Il transito delle grandi navi – scrive Scarpa – pur non provocando moto ondoso di superficie è causa di traslazione di grandi masse d’acqua pari al volume del corpo immerso. Questo spostamento si aggiunge alle già gravi condizioni esistenti e può essere causa, concausa, causa aggiuntiva e aggravante di pericolo per l’incolumità pubblica».

Per Scarpa, in virtù di quanto disposto da due leggi dello Stato, il sindaco “è tenuto ad adottare, con atto motivato e previa comunicazione al prefetto, provvedimenti contingentatili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.
Insomma, per Scarpa l’aver consentito il passaggio di una grande nave proprio nel momento in cui l’acqua alta era al massimo e vicina ai 150 centimetri sarebbe stato da evitare proprio con l’intervento della Capitaneria e dell’Autorità portuale, che invece hanno consentito l’ingresso a un oggetto che ha spostato nel giro di pochi minuti migliaia di metri cubi di acqua. Se le segnalazioni corrispondono al vero, questo potrebbe aver contribuito ad allagare locali che sarebbero stati esenti anche in presenza della sesta acqua alta della storia recente.

Michele Fullin

 

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