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Gazzettino – Grandi navi, la procura ora indaga sui fumi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

nov

2012

Aperto un fascicolo sull’impatto delle grandi navi a Venezia, nato dall’esposto presentato dai comitati ambientalist

APERTO UN FASCICOLO

La base di partenza è l’esposto inviato lo scorso luglio dalle associazioni ambientaliste corredato da molte foto

Sulle grandi navi ora indaga la Procura. Da qualche mese il sostituto procuratore Giorgio Gava ha aperto un fascicolo relativo all’impatto che hanno il passaggio e la permanenza nel porto dei giganti del mare, veri e propri palazzi galleggianti da 5mila “abitanti”. Lo scopo è al momento informativo, cioè verificare se possano essere stati commessi reati, e quindi non ci sono per il momento indagati. La direzione verso cui stanno puntando le verifiche riguarda il presunto inquinamento atmosferico provocato dai grandi motori, che il comitato No grandi navi ha asserito sia uguale a quello prodotto da 14mila automobili per ciascun bastimento.
Tutto è nato da un esposto presentato alla magistratura all’inizio di luglio da Comitato No Grandi Navi, Medicina Democratica, Associazione Bortolozzo, AmbienteVenezia. Tra la documentazione allegata c’era anche un dossier di 25 pagine sulla delicata questione dell’inquinamento atmosferico prodotto dalle navi crociera in arrivo, in sosta e in partenza dal Porto di Venezia. Inoltre era stato presentato anche un ricco album fotografico che raccoglie una selezione di immagini che riproducono la quantità di fumi scaricati in aria dalle ciminiere delle navi delle diverse compagnie marittime all’interno della laguna di Venezia e nella fase di attraversamento della città.

«É urgentissimo – si legge nel documento inviato anche alla Corte dei conti – un vostro intervento per prevenire e limitare al massimo i danni causati alla popolazione e ad una città che è patrimonio dell’Umanità. Vorremmo sapere in maniera chiara quali sono gli inquinanti contenuti in quei fumi, quanti chili o tonnellate di questi inquinanti sono stati emessi in atmosfera in questo ultimo anno, dove sono ricaduti e dove ricadono questi inquinanti (cono ed area di ricaduta), dal punto di vista medico e tossicologico quali sono i danni che possono causare questi inquinanti alla salute di chi è costretto a respirarli».

Tra le richieste di provvedimenti, l’attivazione di un’adeguata rete di monitoraggio con indagini epidemiologiche mirate sulle popolazioni residenti.
Cinque anni fa lo stesso magistrato aveva avviato un’inchiesta analoga, ma finalizzata all’aspetto dei presunti danni alle rive provocati dal passaggio delle navi in laguna. Su questo fronte, tuttavia, non fu possibile provare nulla, in quanto il reato di danneggiamento è solamente doloso e quindi, anche se fossero provati i danni alla laguna e alle rive, non sarebbe possibile provare di fronte a un giudice la volontà del comandante o l’armatore di danneggiare la città.
La prossima settimana è in programma una riunione dei magistrati dell’area reati ambientali dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni per fare il punto e decidere come proseguire.

 

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