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Il pm Giorgio Gava apre un fascicolo sulla base di un esposto Una consulenza valuterà il livello delle sostanze inquinanti.

Dopo aver archiviato l’indagine per danneggiamento, la Procura veneziana ha aperto un fascicolo sull’inquinamento dei fumi delle grandi navi. L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Giorgio Gava e nei prossimi giorni il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni riunirà anche gli altri sostituti procuratori che si occupano di reati ambientali per affrontare assieme durante la riunione la questione delle grandi navi in laguna. L’indagine sul possibile inquinamento prodotto dal combustibile che i grandi motori delle navi da crociera bruciano è stata avviata sulla base di un esposto del Comitato No grandi navi, che ha accompagnato il documento con numerose fotografie. Ci sono la Msc Musica, la Msc Fascinosa e la Divina, ma anche la Crystal Serenity : tutte lasciano una scia nera di fumo che esce dai loro camini e non per pochi minuti, ma da quando entrano nella bocca di porto del Lido fino alla Marittima.

Per il Comitato No grandi navi le emissioni nocive di fumi di zolfo sarebbero pari agli scarichi di ben 14 mila automobili, mentre i responsabili del Porto sostengono che l’inquinamento atmosferico «provocato dai fumi delle navi è diminuito grazie all’impiego di carburanti con un contenuto di zolfo sempre più restrittivo (32 per cento rispetto al 2007)». Sono già state fatte misurazioni, che secondo l’Autorità portuale dimostrerebbero che l’inquinamento è minimo. Ma, ora, la Procura vuole appurare chi ha ragione e presumibilmente il pm Gava affiderà una consulenza tecnica in modo da stabilire una volta per tutte se i fumi delle grandi navi contengono sostanze inquinanti e a quale livello. Soprattutto il perito dovrà stabilire se superano il tetto previsto dalla normativa antinquinamento.

L’indagine precedente, avviata sempre sulla base di un esposto degli ambientalisti, era finita in archivio: in quell’occasione il reato ipotizzato era quello di danneggiamento, ma non sono state raccolte prove per dimostrare che vi sia stato un atteggiamento doloso, cioè che chi conduceva le navi fosse a conoscenza di ciò che provocava alle rive. Un’inchiesta chiusa ancor prima di stabilire se davvero la spinta dell’acqua spostata dalle enormi navi causa davvero danni. Tra l’altro, le grandi navi entrano in laguna e in città grazie alle autorizzazioni dell’Autorità portuale e della Capitaneria di Porto e quindi senza violare alcuna regola formale.

La nuova inchiesta è stata avviata solo da qualche settimana e saranno necessarie numerose altre prima di avere una risposta.

Giorgio Cecchetti

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