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Il sindaco Tondi: «Abbiamo già consegnato gli accordi»

L’assessore Conte: «Non è vero, ma l’opera andrà avanti»

FONTE. Bacino di laminazione sul Muson, è guerra tra Regione e comune di Fonte. Lo si è capito in occasione della riunione tenutasi per iniziativa del sindaco di Loreggia tra i rappresentanti delle amministrazioni e dei consorzi di bonifica interessati dal passaggio del Muson, dopo l’alluvione di domenica scorsa. Tra le assenze non è passata inosservata quella del sindaco di Fonte Massimo Tondi. Il motivo è ben presto spiegato: il bacino di laminazione che dovrebbe tutelare dalle esondazioni del Muson per l’80 per cento sarà realizzato in questo comune. Ma, come ha sottolineato con veemenza l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, è proprio questa amministrazione a porre i bastoni tra le ruote per la sua realizzazione, a causa di un contenzioso sulla quantificazione degli espropri, tra l’altro già concordati. Il sindaco però respinge al mittente le accuse:

«Quella non era una riunione in riferimento all’emergenza convocata dalle autorità preposte, bensì una discussione proposta dal collega di Loreggia, al quale non ho potuto partecipare anche perché l’invito è arrivato solo il giorno prima, ma a cui ho risposto chiedendo di tenermi aggiornato. Ho partecipato a tante riunioni sulle vasche di espansione dove è anche emerso sarebbe più efficace realizzare vasche più piccoli nei pressi dei luoghi critici piuttosto che una grande ma lontana chilometri. Non solo: si potrebbero utilizzare alcune cave nel territorio anziché grandi aree agricole fertili, come nel nostro caso. Non capisco poi le accuse al comune, visto che la cosa riguarda la Regione. È vero, sussiste un problema per gli espropri: erano stati promessi nella stessa misura di quelli per la superstrada Pedemontana, maggiori di quelli previsti dalla legge, ma una sentenza della Corte dei Conti ha bocciato la cosa. È la Regione che deve trovare un accordo con gli espropriandi».

La replica dell’assessore Conte non si è fatta attendere:

«Il Comune non ha mai consegnato gli accordi bonari con gli espropriandi, cosa che ci impedisce di procedere».

Cosa non vera, replica il sindaco Tondi:

«Ho consegnato gli accordi pochi giorni dopo la formalizzazione dell’offerta per gli espropri per lo stesso ammontare della Pedemontana. Un mese e mezzo fa ci è arrivata una lettera dove la Regione in base alla sentenza ritornava sulle sue promesse. Ma da allora non ci hanno più contattato». Ma per Conte l’opera è ormai improcrastinabile e tira dritto: «A questo punto andremo avanti seguendo le norme vigenti».

Anche per la quantificazione degli espropri. Il bacino si estenderà su una superficie di 27 ettari, avrà un volume di un milione di metri cubi e costerà circa 14 milioni di euro. Per l’80 per cento graviterà sul comune di Fonte e per il rimanente 20 per cento su quello di Riese Pio X. Il cui sindaco, Gianluigi Contarin, era presente all’incontro a Loreggia:

«Doveroso esserci» spiega «la frazione di Spineda ha rischiato domenica di essere sommersa dal Muson. Ma lo era, credo, anche per il comune di Fonte proprio per il ruolo che ha circa il bacino. E se non poteva personalmente il sindaco, almeno un suo rappresentante, come hanno fatto altre amministrazioni».

Davide Nordio

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