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AMBIENTE – Sul passaggio delle Grandi navi in laguna chiesto uno studio approfondito sulle emissioni. L’amministrazione comunale sta lavorando su una nuovo ed ampio accordo

LA LETTERA – L’azienda sanitaria scrive in via riservata al Comune

Il dipartimento di prevenzione boccia gli studi condotti dall’Arpav  «Servono rilevazioni mirate sulle emissioni, intanto si usi cautela»

Gli studi eseguiti finora dall’Arpav sull’inquinamento delle grandi navi non sono sufficienti. Serve una “rilevazione mirata” (su “emissioni” e “ricadute” dei potenziali inquinanti) per capire i possibili danni causati da questo traffico alla salute della popolazione. E nel frattempo – per il principio di cautela – le navi in transito in città devono spegnere i radar, usare carburanti a basso impatto, mentre le banchine vanno elettrificate.

Sono le indicazioni del direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 12, Rocco Sciarrone, chiamato in causa dal Comune per una valutazione sanitaria della campagna di monitoraggio dell’aria nell’area portuale di San Basilio.
Opinione che peserà, visto il dibattito in corso sulle grandi navi e i loro effetti sull’ambiente lagunare. Ovviamente, il direttore del dipartimento di prevenzione non usa certo il linguaggio del comitato no grandi navi. Anzi, il tono della sua relazione – un paio di facciate, appena inviate in Comune – è quanto mai diplomatico, senza riferimenti diretti al lavoro dell’Arpav. Ma a leggere tra le righe non mancano le osservazioni critiche e i relativi richiami.

In premessa, Sciarrone rimarca che l’Ulss «non è stata coinvolta nella fase di progettazione della campagna di monitoraggio, di selezione degli inquinanti ricercati, dei punti e delle strategie di campionamento». Dettagli determinanti, visto il «fenomeno di accumulo di inquinanti in atmosfera per effetto della ricettività dell’ambiente lagunare»: sottolinea la nota.

Il Comune ora chiedeva all’Ulss una valutazione degli effetti di queste emissioni sulla salute della popolazione.

«Valutazione particolarmente complessa», ribatte il direttore del dipartimento di prevenzione, per una «tipologia di traffico acqueo non immediatamente scindibile dal contesto ambientale» e di «introduzione troppo recente». «É noto, infatti, che non possono essere a disposizione eventuali dati epidemiologici per esposizioni di breve periodo e delle quali non siano noti, con certezza, gli agenti inquinanti specifici». Di qui le «azioni» proposte dall’Ulss: per prima cosa una «rilevazione mirata» degli inquinanti, in particolare degli «Ipa, gli idrocarburi policiclici aromatici presenti nelle emissioni e nelle ricadute», con tanto di «distribuzione granulometrica del particolato», in relazione all’«effettivo passaggio delle navi nell’intero arco dell’anno»; a seguire uno «studio di ricaduta delle emissioni del traffico acqueo da grandi navi sulla città».

Solo dopo aver raccolto questi elementi, continua la nota, sarà possibile procedere a uno studio epidemiologico. «Pertanto, al momento, non disponendo di dati sufficienti per poter formulare un parere – conclude Sciarrone – è possibile fornire esclusivamente un’indicazione secondo il principio di cautela». Ed ecco i tre suggerimenti finali: l’«assicurazione della disattivazione dei radar durante il transito all’interno della città», la «conclusione dei lavori per garantire l’alimentazione elettrica dei natanti attraccati alle banchine»; l’«utilizzo di carburanti a basso impatto».

Roberta Brunetti

 

Verso un accordo con le compagnie per abbattere i livelli di inquinamento

Cinque punti per aggiornare gli impegni di “Venice blue flag” di qualche anno fa. Ai comandanti si vuole chiedere di evitare tutte le manovre ad impatto ambientale

L’ASSESSORE BETTIN – «Ci stanno arrivando risposte positive»

Un nuovo accordo con Capitaneria di porto, Autorità portuale, Vtp e compagnie di navigazione, che recepirebbe, almeno in parte, anche le ultime indicazioni dell’Ulss 12 per abbattere l’inquinamento delle grandi navi. Il Comune ci sta lavorando da un po’, la bozza di quella che dovrebbe diventare la nuova edizione della “Venice blue flag” sta girando proprio in questi giorni. «E le prime riposte che stanno arrivando dalle controparti sono positive» annuncia l’assessore all’ambiente, Gianfranco Bettin.

Cinque i punti dell’”accordo volontario” che aggiorna le regole della “Venice blue flag” di qualche anno fa: le navi si impegnano a usare combustibile con tenore di zolfo allo 0.1%, non solo in fase di ormeggio, ma fin dalle manovre alle bocche di porto; viene bandito l’uso del radar, per ridurre al minimo l’esposizione di onde elettromagnetico, con deroghe solo per motivi di urgente necessità; così come ai comandanti si chiede di evitare tutte le manovre più inquinanti (ad esempio la soffiatura delle condotte di scarico o il passaggio di carico tra generatori); la capitaneria, da parte sua, deve vigilare sul rispetto dell’accordo; mentre alle compagnie che lo sottoscrivono viene riconosciuto il “Venice blue flag”.

«Sarebbe un altro passo importante – commenta Bettin – Ora l’Ulss ci chiede anche una valutazione più accurata dell’inquinamento, incrociando un maggior numero di dati, con prelievi di campioni ai fumaioli e senza trascurare l’aspetto dell’elettromagnetismo. Sono aspetti che approfondiremo, ma già oggi possiamo dire che l’inquinamento dell’aria da Pm10 tra San Basilio e la Giudecca è paragonabile alle zone più trafficate di Mestre. Ecco perché bisogna agire».
R. Br.

 

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