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LETTERA AI MINISTRI

Rischio statico per le case veneziane in caso di acqua alta e passaggio di grandi navi. E’ l’ipotesi avanzata da uno studio ingegneristico di terraferma. Con l’acqua alta, è la tesi, la spinta della marea non avviene più sulle rive e le fondamenta, ma direttamente sulle murature delle case che non sono fatte per sostenere un urto del genere. «E’ successo anche domenica scorsa». dice il consigliere comunale Renzo Scarpa, «quando al passaggio della grande nave l’acqua era ben superiore a 110 centimetri e gli effetti si sono visti». Così Scarpa ha commissionato lo studio all’ingegnere. «Ha confermato i miei dubbi», dice, «tra qualche giorno sarà concluso». Così Scarpa ha chiesto al sindaco Giorgio Orsoni di intervenire con urgenza a tutela della città. E di vietare per «Protezione civile» il traffico delle grandi navi in laguna in presenza di maree superiori ai 110 centimetri. «Anche i masegni», continua, «non sono certo adatti a subire quella pressione e quello spostamento d’acqua».

Al passaggio di una grande nave è evidente lo spostamento d’acqua (pari al peso della nave, cioè oltre centomila tonnellate) che prima si ritira di colpo dai canali e poi viene repentinemente richiamata nel canale di navigazione. L’effetto risucchio e l’effetto pompa aggravano le già precarie condizioni di degrado dei masegni della pavimentazione e delle murature. E l’effetto potrebbe essere pericoloso. «Si tratta di rischio evidente per l’incolumità pubblica», dice Scarpa. Che ha anche scritto ai ministri dell’Ambiente Corrado Clini, a quello dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi e alla soprintendente Renata Codello segnalando come lo «spostamento dell’enorme massa d’acqua, domenica 11 novembre ben presente anche in terra, in Piazza e dentro la Basilica di San Marco, possa aver provocato «traumi pericolosi e non sopportabili dalle fragili strutture».

In sostanza, con l’acqua in terra gli spostamenti d’acqua (che corrispondono al dislocamento della nave) provocano fenomeni pericolosi a edifici e monumenti già indeboliti dal tempo e dalla salsedine. Ennesimo appello a fare presto, e a mettere un limite ai giganti del mare. Ma anche a dare nuove regole rigide per la circolazione in caso di acqua alta.

Non ci sono solo le grandi navi, che agiscono in profondità e con gli spostamenti d’acqua. Ma anche i motoscafi che in questi giorni di acqua alta percorrevano allegramante i canali interni, spesso al di sopra dei limiti velocità. In questo caso onde che si sommavano a quelle prodotte dal vento aumentando ancora la percezione dell’acqua alta. (a.v.)

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