Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Nuova Venezia – “No alla nuova Dubai in riva alla laguna”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

nov

2012

Il presidente di Italia Nostra contro Torre Cardin: scelta assurda e pericolosa. L’acqua calda? Follia

Una nuova Dubai in riva alla laguna. Grattacieli a valanga, di cui il Palais Lumiere sarà soltanto l’apripista, con Venezia come parco giochi nel giardino di casa. Scenario apocalittico e un po’ futuribile. Ma non del tutto fantasioso.

Lo dice Carlo Parini, giovane avvocato milanese specializzato in ricorsi amministrativi e ambientali, da qualche settimana nuovo presidente nazionale di Italia Nostra. A Roma Parini ha tenuto insieme a Carlo Ripa di Meana, ex ministro dell’Ambiente e presidente della sezione romana di Italia Nostra, una conferenza stampa molto agguerrita contro il progetto della Torre Cardin, il grattacielo da 256 metri che dovrebbe sorgere nell’ex area industriale. Un esposto è stato presentato da Ripa di Meana, ipotizzando «pressioni» fatte dalla politica ai danni dell’Enac, l’Ente per l’aviazione civile che aveva detto «no» per questioni di sicurezza e alla fine ha dato il suo via libera. Ma adesso Parini spiega le ragioni socioeconomiche per cui si tratterebbe di una scelta «assurda e pericolosa».

«Molti investitori», scandisce il presidente dell’associazione per la Tutela del patrimonio culturale, «che avevano puntato tutto su Dubai adesso si sono ritirati o se ne vogliono andare per ragioni di sicurezza». Terrorismo, scenari che cambiano. E gli investitori cercano luoghi più «sicuri».

In Italia, a quanto pare, hanno scelto Venezia. «Arriveranno i cinesi, i russi, miliardari che pagherebbero qualsiasi cifra per avere un appartamento con vista su Venezia». Un buon motivo per opporsi a un progetto che sembra avere il via libera più che bipartisan, da Lega, centrosinistra, Regione, Comune e ministero per l’Ambiente. C’è anche l’idea di sfruttare le «acque calde» sotto il terreno. «Un’altra follìa», avverte Italia Nostra, «forse non si ricordano che la Legge Speciale lo vieta, e che la subsidenza, causa di tanti guai del territorio lagunare e dello sprofondamento di Venezia negli anni Sessanta è stato provocato proprio dall’estrazione di acqua con i pozzi artesiani per uso industriale». In questo caso si tratterebbe di un uso «geotermico», cioè per riscaldare. Ma il rischio rimane.

Tra l’entusiasmo degli enti locali (il Comune conta di ricavarci almeno 25 milioni di euro per la vendita dei terreni) e l’incredulità della comunità internazionale («I giornalisti stranieri ci chiedevano se era uno scherzo», dice Parini), il progetto va avanti. Gli investimenti non sono un problema, assicurano gli eredi del sarto Pierre Cardin, che ha deciso di lasciare il suo «segno» sul territorio veneziano a 90 anni suonati. Ma i dubbi sono ancora tanti

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui