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Il grande architetto polemizza con il progetto dalle colonne dell’Osservatore Romano

CITTÀ DEL VATICANO – Nella polemica sulla Torre Pierre Cardin-Palais Lumiere, alta sessanta piani, progettata per il rilancio di Porto Marghera e destinata a modificare lo skyline di Venezia, l’Osservatore Romano ospita un articolo di Paolo Portoghesi contrario la sua realizzazione, tanto che parla di «gigante squarciato».

«L’insediamento commerciale di Pierre Cardin – spiega l’architetto – darà anche lavoro a molta gente (quanta ne darebbe se si fosse attenuto alle altezze consentite) ma la sua ragion d’essere non è un programma produttivo industriale ma un programma pubblicitario per il quale l’altezza è necessaria, perchè solo facendo un gigante squarciato, il sarto potrà trovare le favolose risorse economiche necessarie. L’aspetto etico – prosegue – sta proprio in questa inscindibilità, l’edificio deve essere alto per colpire l’attenzione, per sollecitare la risposta dei media, per mettersi in gara con le stentoree meraviglie dei Paesi del Golfo».

«Il danaro liquido in questo momento di crisi – osserva ancora Portoghesi – è in mano agli speculatori della finanza, gli stessi che la crisi hanno ingigantito e che continuano a sfruttarne le oscillazioni; c’è da chiedersi se vogliamo erigere un monumento alla finanza speculativa».

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