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Guerrilla gardening contro Veneto City

in concomitanza con l’assemblea provinciale di Apindustria che si è svolta al cinema teatro Italia di Dolo.

 

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SABATO 24 NOVEMBRE DALLE ORE 9.00

a Dolo davanti al cinema Italia

SOTTO LA NEVE PANE, SOTTO IL CEMENTO FAME!!!

PRESIDIO DI PROTESTA E PROPOSTA

PIANTIAMOLA: RISCOPRIAMO IL VERO VALORE DELLA TERRA

Organizzano tavole rotonde e incontri in cui discutono di economia, di “centralità dell’uomo”, di avvio di “nuovo modello di sviluppo”, privando queste parole del loro vero significato e valore.

SI TRATTA PIUTTOSTO DI UNA SAPIENTE OPERAZIONE DI MARKETING.
UN GIRO DI PAROLE PER “VENDERCI” ANCORA CEMENTO E ASFALTO,
VENETO CITY E’ LO STESSO VECCHIO MODELLO CHE HA GENERATO LA CRISI!!!

La centralità dell’uomo non passa per l’infinito consumo di territorio, per l’accaparramento incessante di risorse e di beni comuni, mettendo a rischio la sicurezza idrogeologica dei territori, la salute e le economie locali. La centralità dell’uomo e del suo ambiente non può essere sbandierata e piegata alle regole di mercato, alla mercificazione, alla speculazione di pochi. La centralità dell’uomo deve passare per la salvaguardia dell’ambiente di cui è parte. Deve passare dal rispetto dei suoi bisogni reali e primari.

L’UOMO E’ ELEMENTO DI UN ECOSISTEMA VIVENTE CHE DEVE ESSERE RISPETTATO PER CONSENTIRE A TUTTI DI VIVERE!

In 50 anni l’Italia ha perso 5 milioni di ettari, il 20% del suo territorio agricolo, con un trend in crescita: secondo Coldiretti, negli ultimi 10 anni sono scomparse 800.000 aziende del settore. Il Veneto, in particolare, è la seconda Regione più cementificata dopo la Lombardia, con oltre l’11% di suolo impermeabilizzato. Ma l’agricoltura, si sa, non è una priorità strategica, non fa crescere abbastanza il PIL, né può essere fonte di speculazione per le potenti cricche affaristiche; mentre l’edilizia e le infrastrutture sì.

Il piccolo commercio dei centri storici ha subito una rapida e inarrestabile crisi dovuta al proliferare di ipermercati, centri commerciali e outlet. Veneto City diventerà il più grande centro polifunzionale d’Europa e la preoccupazione per l’economia dei paesi circostanti è stata più volte sollevata dalle Associazioni di categoria.

La diffusione di questi “non-luoghi” offende l’identità originaria della nostra cultura e induce una fruizione distorta del tempo libero e della socialità, sostituendosi alle piazze, con 40.000 presenze al giorno stimate, che di notte “spariranno” nei paesi ridotti a dormitori.

Recentemente, abbiamo assistito al “blocco” di altri due eco-mostri: l’insediamento di Rotocart a Castalefranco Veneto e il mega-insediamento industriale di 500.000mq a Barcon di Vedelago. Anche in questo caso, non è stata certo la lungimiranza e la responsabilità della classe politica a decidere, ma la forza e la volontà di comitati di cittadini ed associazioni che hanno combattuto per far sentire la loro voce riuscendo a difendere il loro territorio dalla speculazione.

CAMBIARE MODELLO SI PUO’ DAVVERO, PROTEGGENDO I NOSTRI TERRITORI E I BENI COMUNI DALLA RAPINA DI POCHI E NON ACCETTANDO PIU’

– di sentire parlare di “sviluppo”, quando la situazione socio-economica dimostra che è necessario puntare al recupero del costruito, ad una gestione sostenibile del territorio ad una valorizzazione dell’agricoltura e della TERRA come risorsa primaria LIMITATA E VITALE

 di non ascoltare la voce di ben 11.000 cittadini che hanno sottoscritto un appello per un confronto sul destino futuro del proprio territorio.

di essere depredati ogni giorno del nostri suoli, della nostra salute, di temere di subire esondazioni ed allagamenti nelle nostre case e attività.

GLI SPECULATORI CI PROPONGONO CEMENTO. NOI PROPONIAMO PANE!
Con grano coltivato a Vetrego, macinato, controllato e prodotto a Mira.

 

PARTECIPIAMO AL PRESIDIO E DIMOSTRIAMO QUAL’E’ LO SVILUPPO CHE VOGLIONO I CITTADINI!!!!

STOP VENETO CITY


Veneto City in numeri:

Superficie totale interessata (comprese le strade): 1.600.000 mq di superficie
Superficie area d’intervento: 1.290.000 mq (prima fase 718.000 mq)
Infrastrutture complementari: Nuovo casello A4 di Albarea, nuova stazione FS, viabilità di accesso
Infrastrutture correlate: Romea Commerciale, Camionabile, Tangenziali BS-PD, bretella TAV per Vigonza
Traffico giornaliero attratto:Almeno 70.000 veicoli/giorno in più
Valore dell’operazione: Circa 2 miliardi di euro

 

 

Prime adesioni pervenute:

Movimento Mira 2030 – Lista civica Mira Fuori del Comune, Lista civica il Ponte del Dolo, Italia Nostra Riviera del Brenta, Legambiente Riviera del Brenta, PRC circolo di Dolo, Lista Primavera Civica di Vedelago, Associazione Isola Bassa di Dolo, Movimento 5 stelle Castelfranco, Circolo SEL di Dolo, APS Villa Bembo

 

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