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Gazzettino – Porto offshore, la Camera frena

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

nov

2012

GRANDI OPERE – Passa l’ordine del giorno del leghista Callegari: «Considerare anche le alternative»

Il presidente dell’Autorità portuale: «Attendo con tranquillità le valutazioni del Governo»

Alla Camera una battuta d’arresto – sia pure simbolica – per il terminal container offshore, il progetto da due miliardi e mezzo di euro che dovrebbe, verso il 2020, attirare le grandi navi portacontainer provenienti dall’Estremo oriente “distogliendole” dai porti del Nord Europa. Con 235 voti contro 208 e diverse astensioni, tra cui quelle dei deputati veneziani del Pd, la Camera ha votato ieri con una maggioranza “trasversale” un ordine del giorno della Lega con il quale almeno in premessa si mette in dubbio la bontà del progetto.
Il primo firmatario del documento, Corrado Callegari, sostiene che questa votazione dovrebbe far pensare chi ha proposto il progetto e chi lo sostiene. Il tutto, senza intaccare lo stanziamento di 100 milioni in due anni (5 nel 2012 e 95 nel 2013) a favore del Porto di Venezia.
«Con questo ordine del giorno – commenta Callegari – si impegna il Governo a prendere in considerazione anche le alternative meno costose che abbiamo sotto gli occhi. Mi riferisco alla conca di Malamocco e al riutilizzo del porto San Leonardo. Due progetti sicuramente meno ambiziosi, ma anche fattibili. Quindi, i soldi restano a Venezia, ma con priorità ad opere che potrebbero essere realizzate da subito. Il Governo – ha concluso – all’inizio era contrario, ma poi fiutando l’aria di sconfitta, si è rimesso alla volontà dell’aula».
Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, non si scompone più di tanto, lasciando intendere che quella è un’indicazione al Governo e nulla di più.
«Attendiamo con tranquillità – ha commentato – le valutazioni di palazzo Chigi».
Anche per il deputato del Pd, Andrea Martella, questo voto non cambia nulla. «Non conta niente – commenta – ma mi meraviglio di Callegari, che ha presentato questo documento nonostante lo stesso presidente veneto Luca Zaia si fosse espresso a favore del porto offshore».
Sollievo unanime, invece, per come sono andate le cose con la Legge di stabilità, che al momento mantiene in saccoccia i 50 milioni per Venezia da detrarre ai fondi del Mose.
«La parola passa al Senato – ha commentato il deputato Pd Pier Paolo Baretta – che manterrà senz’altro gli impegni già presi dalla Camera».
Il voto in Senato è fissato per lunedì.

 

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