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Il ministro attende il progetto alternativo dal Comune Il sindaco: «È la soluzione più praticabile in tempi brevi»

Grandi navi, rispunta l’alternativa di Marghera. «Ci siamo visti con il sindaco Orsoni, e siamo d’accordo che ci manderà al più presto il suo progetto alternativo», ha detto ieri il ministro per l’Ambiente Corrado Clini, a San Giorgio per partecipare alla Conferenza nazionale sull’amianto. Il sindaco conferma: «È vero, i ministri Clini e Passera ci hanno sollecitato l’invio del progetto. Noi abbiamo confermato l’ipotesi Marghera, la più rapida e la meno costosa e di minore impatto per la laguna».

Si allontana dunque l’altra alternativa, proposta dall’Autorità portuale, cioè lo scavo del nuovo canale Sant’Angelo-Contorta, che doveva permettere alle navi di arrivare alla Marittima entrando dalla bocca di Malamocco e non più dal Lido e dal bacino San Marco. «Devastante scavare un nuovo canale in laguna», avevano obiettato comitati e ingegneri idraulici come il professor Luigi D’Alpaos. Marghera invece consentirebbe di utilizzare banchine già esistenti, e di lasciare la Marittima alle navi di media dimensione. Ipotesi non sgradita nemmeno alle stesse compagnie di crociera. Costa e Msc Crociere avevano ribadito al sindaco, qualche mese fa, che per loro non sarebbe stato un problema ormeggiare da un’altra parte. «Non per questo le crociere se ne andranno da Venezia», avevano detto i due amministratori delegati. Marghera avrebbe anche tempi molto più stretti. Per risolvere una situazione che rischia di sfuggire di mano. A quasi un anno dalla tragedia del Giglio e dall’affondamento della Costa Concordia, l’ordinanza emessa dai ministri Clini e Passera non trova applicazione in laguna, unico posto d’Italia. «Ridicolo», secondo il comitato che ha raccolto quasi 13 mila firme contro il passaggio delle meganavi davanti a San Marco. Ieri mattina un gruppo di esponenti del Comitato era a San Giorgio. «Abbiamo consegnato a Clini i nostri ultimi dossier», dice Luciano Mazzolin, di Ambientevenezia, «occorrono provvedimenti urgenti a tutela della salute dei cittadini». Oltre ai danni ambientali, secondo i comitati le navi producono infatti inquinamento nell’aria e onde elettromagnetiche pericolose.

Alberto Vitucci

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