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Nuova Venezia – Ortaggi, fiori e paglia contro Veneto City

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

nov

2012

A Dolo la manifestazione del comitato “Opzione Zero” mentre al cinema Italia si svolgeva l’assemblea di Apindustria.

Donadel: «Puntare sull’agricoltura»

DOLO – Fiori, piante da orto, verdura e frutta, balle di paglia e gli immancabili striscioni per la salvaguardia del territorio e contro la cementificazione. Questa è stata “Sotto la neve pane, sotto il cemento fame”, la creativa e pacifica manifestazione dei militanti del comitato “Opzione Zero” che si è svolta ieri mattina fuori dal cinema teatro Italia dove era in programma l’assemblea annuale di Apindustria Venezia nella quale si è affrontata anche la questione di Veneto City. Alla manifestazione, che ha attirato una cinquantina di militanti e curiosi, hanno aderito movimenti e associazioni come Movimento Mira 2030, Lista Civica Mira fuori dal Comune, Lista “Ponte del Dolo”, Italia Nostra Riviera del Brenta, Legambiente Riviera del Brenta, Rifondazione Comunista di Dolo, Lista Primavera Civica di Vedelago, Associazione Isola Bassa di Dolo, 5 Stelle di Castelfranco Veneto, Circolo Sel di Dolo e Aps Villa Bembo. Gli attivisti si sono presentanti di prima mattina portando decine di cassette di legno, contenenti verdura di stagione e frutta, con cui hanno realizzato dei piccoli orti. Tutto attorno sono state messe decine di balle di paglia per richiamare la necessità di ripartire dall’agricoltura e dalla salvaguardia del territorio. È stato creato quindi una piccolo orto pubblico in pieno centro a Dolo che ha attirato l’attenzione dei passanti che hanno ricevuto materiale informativo e potuto gustare il “pane logistico” realizzato con la farina prodotta nei campi di Vetrego. Prodotti quindi dell’agricoltura “a chilometro zero”, cioè prodotta dalla nostra terra e che non ha comportato spese di trasporto e inquinamento. Alla fine della manifestazione gli attivisti hanno ripulito l’area non lasciando nulla per terra.

«Questa per noi è una battaglia a favore della terra come bene comune», ha spiegato Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, «fermare Veneto City significa farlo per salvaguardare l’ambiente e il territorio, ma anche per tutelare il nostro futuro. Con il cemento non si nutre nessuno mentre con l’agricoltura si potrebbe fare tanto».

Si parla poi di Veneto City.

«Il progetto è frutto del modello industriale che ci ha portato a questa crisi», precisa Donadel, «e i proponenti sono quelli che hanno spinto per la delocalizzazione. Noi vogliamo ripartire dalla terra per proporre un processo di riutilizzo e di riqualificazione dell’esistente». Donadel invita ad assaggiare il “pane logistico”: «Se il territorio di Veneto City, circa 70 ettari, fosse coltivato con il grano si potrebbe dare pane a tutta la popolazione di Dolo per un anno».

Giacomo Piran

 

Ma il progetto va avanti: cantieri nel 2014

Al congresso degli industriali emergono dati allarmanti: nel Veneziano ha chiuso il 15% delle imprese

DOLO «La situazione è drammatica, abbiamo perso il 15% delle imprese, la cassa integrazione è salita del 20%, passando da 7,5 milioni e 12 milioni di ore, e ci sono il 5% di disoccupati». Questi sono i preoccupanti dati esposti da Ivan Palasgo e Pier Orlando Roccato, presidente e direttore di Apindustria Venezia, durante l’assemblea annuale dell’associazione. Si è toccato poi il tema di Veneto City. «Abbiamo voluto dare spazio ai proponenti di Veneto City perché ci illustrino il progetto e poi saranno gli associati a fare le loro riflessioni». A parlare di Veneto City, è intervenuto l’architetto Daniele Agnolon, coordinatore del progetto urbanistico. «È in corso la pianificazione urbanistica che porterà alla presentazione del Pua (piano urbanistico attuativo) entro giugno 2013. Toccherà poi ai Comuni di Dolo e Pianiga analizzare il progetto e approvarlo, e questo processo potrebbe durare dagli 8 ai 12 mesi. Il passo successivo saranno i piani edilizi del primo stralcio che interessano circa 340 mila metri quadri sui 748 mila totali. Di questi, visto l’indice di costruzione pari allo 0,7, si potranno costruire 240 mila mq. L’area interessata è quella più a ovest visto che sarà vincolata alla realizzazione della stazione Sfmr». Se non ci saranno ritardi, i cantieri dell’opera potrebbero iniziare nel settembre 2014. Nel frattempo è stato costituito il gruppo di lavoro per l’evoluzione del progetto, che è composto dall’architetto Mario Cucinella (parte urbanistica-architettonica), dallo Studio Land dell’architetto Andreas Kipar (parte paesaggistica), e dallo Studio Manens-Tifs (parte energia). «Credo che Veneto City entri bene nella strategia del Patto dei sindaci e del Paes perché prevede autosostenibilità, sicurezza idraulica, riduzione dell’inquinamento», ha commentato il sindaco Maddalena Gottardo.(g.pir.)

 

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