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la protesta

A Noale centinaia di firme in sole tre ore. Tra i primi, sindaco, parroco e vertici Ascom

NOALE. Noale dice no allo shopping domenicale. Ieri tutti in fila al banchetto di Confesercenti, all’ingresso della chiesa, per firmare la proposta di legge che abolisca le liberalizzazioni degli orari dei negozi introdotta dal decreto Salva Italia.

Duecentoquarantasei le firme raccolte in meno di tre ore, venti solo nei primi 15 minuti e alcuni noalesi si sono presentati addirittura prima dell’allestimento del banchetto.

La campagna “Libera la domenica”, sostenuta anche dalla Cei-Conferenza episcopale italiana, ha visto aderire anziani, giovani padri e soprattutto madri, autorità e rappresentanti di categoria. Spinge tutti a firmare anche la notizia, fresca di giornata, di alcune catene commerciali intenzionate a tenere aperto perfino il giorno di Natale. Paola lavora in un grande supermercato della zona e si sente coinvolta direttamente dal decreto: «Non è più la stessa vita», afferma, «la domenica si vorrebbe stare col marito e i figli e questo diritto ci viene negato».

«Siamo cresciuti aspettando la domenica per riunirci tutta la famiglia attorno a una tavola», aggiunge un’anziana signora, «firmo perché voglio che momenti come questo, già rari, non scompaiano del tutto». «Lavoro tutta la settimana, dal mattino presto alla sera», racconta infine un meccanico, «non voglio che mia moglie, che è commessa, lo faccia di domenica, l’unico giorno in cui possiamo stare assieme».

Tra i primi a firmare anche il sindaco Michele Celeghin e il parroco don Mario Salviato. «Al di là delle eccezionalità, per cui esistono le deroghe», afferma Celeghin, «è giusta la regola di dedicare un giorno di riposo alla settimana che ognuno può dedicare alla famiglia o al tempo libero. Va bene il momento di crisi, ma i dati in controtendenza dimostrano che non sono iniziative come quella dell’apertura domenicale a rilanciare l’economia». «Va ribadito il valore del tempo», è invece il pensiero di don Mario, «senza ritmi il nostro tempo è appiattito e privo di progettualità. La domenica dev’essere di slancio verso la ripresa del lavoro. È una questione antropologica oltre che cristiana: un uomo senza attesa perde senso». Intanto si moltiplicano le iniziative legate alla campagna di Confesercenti: a Martellago il Pdl ha presentato una proposta per chiedere al sindaco di appoggiare “Libera la domenica”. Confesercenti invece tornerà in piazza le prossime domeniche a Noale e in altri comuni. La lista dei punti dove firmare è aggiornata su www.liberaladomenica.it.

Filippo De Gaspari

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