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PORTO OFFSHORE AMBIENTE

«Conflitto di interessi» nella commissione Via regionale. Un nutrito dossier raccolto dai comitati e dalle associazioni ambientaliste sta per essere inviato a Bruxelles e agli uffici della commissione Europea. Nel mirino l’Ufficio regionale che per legge deve dare i pareri sulla Valutazione di Impatto Ambientale delle grandi opere. Il dirigente è Silvano Vernizzi, già commissario straordinario per il Passante e per la Pedemontana, primo dirigente dell’assessorato alle Infrastrutture e Trasporti della Regione diretto da Renato Chisso.

Vernizzi è anche direttore di Veneto Strade, l’agenzia regionale che ha assunto compentenze dell’Anas. «Dunque è colui che propone le grandi opere e che le valuta come responsabile degli Uffici di controllo sull’Ambiente», denunciano i comitati. Altra contestazione è quella che dopo la delega dello Stato alle Regioni in materia di paesaggio, le commissioni che se ne occupano abbiano al loro interno ben pochi esperti di questo settore. «Ci sono ingegneri e architetti», continuano i comitati, «ma pochissimi esperti di ambiente e di Paesaggio». Un problema, perché l’organo che giudica l’Impatto ambientale delle grandi opere è in sostanza alle dirette dipendenze degli assessorati regionali.

E adesso, scrivono le associazioni, toccherà all’offshore. La piattaforma che il Porto vuole costruire otto miglia a largo dell’Adriatico per le grandi navi portacontainer e le petroliere. Anche questo progetto dovrà avere il parere tecnico della Via regionale per essere inviato alla Via nazionale. Enti e istituzioni locali lo appoggiano, ma non mancano le voci contrarie. Tanto che la settimana scorsa al Senato insieme alla Legge di Stabilità – su cui è stata posta la fiducia – che dava 100 milioni di euro al Porto, è stato approvato un ordine del giorno proposto dal parlamentare veneziano della Lega Corrado Callegari – e votato da Idv, una parte del Pd e del Pdl. 235 i favorevoli, 208 i contrari, 35 gli astenuti tra cui i parlamentari veneziani del Pd Murer, Martella, Baretta e Viola. Il documento chiede al governo che i soldi stanziati non vadano a finanziare la piattaforma offshore ma siano utilizzati per esigenze urgenti del Porto veneziano. Il testo andrà ora al Senato a partire da domani.(a.v.)

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