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Nuova Venezia – “Torre, occasione da non farsi sfuggire”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

nov

2012

I costruttori edili sono favorevoli, ma dal giornale inglese Sunday Times piovono critiche feroci

L’ipotizzato Palais Lumière continua a far discutere – tra favorevoli e contrari – e mobilita anche la stampa internazionale. Prende posizione il Sunday Times, nuovo quotidiano britannico con un titolo polemico, «Il design di Pierre Cardin tira un bidone a Venezia», riportando giudizi come quelli di Anna Somers Cocks, del Venice in Peril Fund, che ricorda come il grattacielo pregiudicherebbe la vista di Venezia essendo completamente fuori scala, e di Marina Ripa di Meana – riporta il giornale – che accusa sindaco, presidente della Regione e Ministero di pressioni sull’Enac – l’ente per la sicurezza del volo – per dare il via libera al progetto nell’area di Marghera.

Ma il giornale riporta anche la difesa di Cardin per cui le polemiche sono da mettere in conto, come al tempo della costruzione della Torre Eiffel: «È inevitabile che il Palais Lumière, un’opera così importante anche dal punto di vista dimensionale, susciti forti discussioni e alimenti animati dibattiti, ma il confronto di idee, quando è aperto e privo di pregiudizi, è un elemento essenziale».

Anche Ugo Cavallin, presidente dell’Ance (costruttori edili) di Venezia, replica così all’intervento critico dell’architetto Paolo Portoghesi, ripreso da più organi di stampa nei giorni scorsi. «Parlare, come ha fatto Portoghesi, di monumento alla finanza speculativa», dice, «vuol dire deliberatamente ignorare le motivazioni che hanno portato Cardin a concepire un’opera del genere e a immaginarla nel territorio veneziano. Per quanto riguarda poi il giudizio sulla qualità del progetto è naturale che le valutazioni possano essere molto diverse, soprattutto tra gli addetti ai lavori, progettisti e architetti. Lo dovrebbe ben sapere lo stesso Portoghesi, autore sul lungomare di Caorle del progetto del nuovo municipio e di un complesso residenziale commerciale che ha suscitato polemiche molto accese, anche tra i suoi colleghi, tanto che da più parti veniva bollato come “ecomostro” quello che l’autore definiva straordinario esempio di architettura».

Per Cavallin «concentrarsi solo sulla torre e sulle sue presunte carenze estetiche è molto limitativo. I giudizi sull’originalità e sulla qualità estetica e architettonica dell’opera sono quanto mai personali e soggettivi. Occorre allora porre attenzione su altri aspetti che la polemica dell’architetto Portoghesi non coglie appieno».

Infine per il presidente dei costruttori veneziani, sempre più in difficoltà per la perdurante crisi edilizia, «merita anche di essere rimarcata la circostanza che il progetto, che l’architetto Portoghesi reputa un’offesa per Venezia per la sua forma urbana, dimenticando forse la sua ubicazione in zona industriale, è una opportunità straordinaria per il territorio veneziano, con il recupero e la valorizzazione di un’area oggi fortemente degradata e con la trasformazione in termini di riqualificazione di una zona strategica che va dalla stazione di Mestre alle banchine di Porto Marghera. Per non parlare dei nuovi servizi di viabilità che collegheranno Marghera, Mestre e il centro storico di Venezia. Né può essere trascurato il fatto che tutto questo potrebbe avvenire a costo zero per la collettività. Il Palais Lumière è un’occasione irripetibile che questo territorio non può permettersi il lusso di farsi sfuggire».

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