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Gazzettino – “Inaccettabili gli aumenti autostradali”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

dic

2012

Dolo. Il comitato Opzione Zero: «La soluzione non può essere scaricata sui pendolari»

«Inaccettabili gli aumenti delle tariffe autostradali».  Sulla questione del casello autostradale di Dolo-Mirano, interviene duramente anche il Comitato Opzione Zero:

«Il fenomeno del tornello del casello di Vetrego va eliminato perché crea ingorghi e inquinamento – affermano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato – ma la soluzione non può essere scaricata sui pendolari, che costituiscono la maggior parte dell’utenza e diventano facili prede per fare cassa. Se questa Regione non è capace di investire in una mobilità pubblica che consenta di raggiungere efficacemente il posto di lavoro, almeno si abbia la decenza di prevedere per i residenti e pendolari abbonamenti con sconti consistenti in modo da non subire ogni mese un salasso».

Le protavoci del comitato proseguono.

«Nel 2011 la società CAV ha realizzato un fatturato di oltre 136 milioni di euro, di cui 17 milioni di utile. Questi soldi dovrebbero essere usati per far rispettare gli accordi sul Passante arretrando la barriera di Villabona a Roncoduro e invece saranno impiegati per costruire altre autostrade inutili e devastanti come la camionabile. CAV SpA non ha proceduto ad arretrare la barriera di Villabona o a riaprire il vecchio casello di Dolo, non per difficoltà progettuali ma perché nell’area di Roncoduro la Regione Veneto, con la complicità dei comuni di Dolo e Pianiga sta portando avanti altri progetti quali l’innesto della Romea Commerciale sul Passante e la realizzazione del casello per Veneto City in località Albarea».

«L’aumento della tariffa da 70 centesimi a 2,9 euro è una cosa inaccettabile – sostiene Rebecca Rovoletto – stiamo valutando insieme ad altre associazioni e comitati quali passi intraprende sul piano legale e su quello della mobilitazione, sia per sostenere i pendolari sia per continuare a contrastare le grandi opere che minacciano il nostro territorio».

 

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