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Roberto Bano: «Un anno fa la decisione di fare ricorso». Strada aperta anche per comitati e associazioni

VIGONOVO – L’ostacolo imprevisto sulla strada dell’elettrodotto Dolo-Camin è stato la testardaggine di un “privato”. A bloccare il progetto di Terna Spa non c’erano riusciti politici, amministratori provinciali e regionali, sindaci e migliaia di cittadini riuniti in associazioni ambientaliste, tutti firmatari di più riscorsi contro la realizzazione dell’impianto.
È bastato invece un singolo ricorso presentato da un cittadino di Vigonovo, l’agronomo Roberto Bano. Moderno Davide contro Golia, a settembre dello scorso anno aveva dichiarato di essere impegnato ad affinare un suo personale ricorso da presentare al Tar del Veneto contro i tre ministeri interessati, la Regione e il sindaco di Venezia. «Arriverò fino a Roma, se necessario e pagherò tutto di tasca mia», aveva dichiarato sfidando gli scettici. Grande quindi la sua soddisfazione per essere riuscito, assieme all’avvocato Ivone Cacciavillani, là dove avevano fallito enti locali, comitati e associazioni, che ora hanno davanti una strada del tutto spianata.
Una convizione, la sua, espressa di recente nella serata evento in onore del patriota Agostino Sagredo, primo proprietario della villa in cui ora abita. I lavori dell’elettrodotto avrebbero dovuto iniziare il prossimo 10 dicembre, ma la sentenza del Consiglio di Stato gli ha dato ragione e ne ha ordinato la sospensione. Roberto Bano è proprietario dell’antica Villa Sagredo, nelle cui vicinanze sarebbe dovuto essere innalzato un alto traliccio dell’elettrodotto. Di sicuro non è uno sprovveduto. Già ordinario di Economia ed Estimo all’istituto Belzoni di Padova, è stato per 15 anni presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Venezia, per 40 anni consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Venezia e per 10 anni consigliere comunale a Vigonovo. Le motivazioni del ricorso racchiudono aspetti di compatibilità ambientale e di difesa della proprietà privata. Ha anche presentato una querela per falso contro il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, reo di aver affermato che i territori interessati dall’elettrodotto non sono soggetti a vincolo paesaggistico.Una questione che sarà dibattuta in un’altra causa giudiziaria tra qualche mese.

 

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