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Gazzettino – Palais Lumiere, l’ombra di un vincolo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

dic

2012

URBANISTICA Il ministero dei beni culturali ha inviato una lettera al sindaco Orsoni

Locatelli (Pdl) e Molina (Pd): «La Soprintendenza potrebbe bloccarne la realizzazione»

Pare che di Porto Marghera ci sia il paesaggio da salvare. Le fabbriche, quelle ormai sono destinate a chiudere ma lo skyline della zona industriale effettivamente ha una sua originale bellezza, a chi piace il genere. Il Palais Lumière di Pierre Cardin potrebbe forse rovinare quel panorama e, al di là di queste supposizioni, è comunque un progetto che qualche perplessità l’ha sollevata nelle menti della Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici del Veneto.
Da qualche giorno, infatti, sulla scrivania del sindaco di Venezia c’è una nota ufficiale della direzione regionale del ministero dei beni culturali avente per oggetto la realizzazione del complesso edilizio Palais Lumière. E due consiglieri comunali di opposte “fazioni” si sono uniti per scrivere a Giorgio Orsoni: «Ci risulta che la nota della Soprintendenza potrebbe essere relativa ad un vincolo paesaggistico». Siccome, se c’è davvero un vincolo, diventerebbe determinante ai fini della realizzazione della torre da 255 metri di altezza, Marta Locatelli del Pdl e Jacopo Molina del Pd chiedono al primo cittadino di avere una copia di quella lettera.
Rodrigo Basilicati, amministratore delegato di Concept Creatif, la società che intende realizzare l’opera, ieri non sapeva nulla di questa lettera ma non è caduto dalle nuvole perché il gruppo di Pierre Cardin, prima ancora di andare a presentare il progetto al sindaco di Venezia, due anni fa lo aveva inviato alla Soprintendenza chiedendole un parere e se per caso sull’area scelta, quella in via delle Macchine, ci fossero dei vincoli. «Non ci hanno mai risposto e quindi abbiamo dedotto che di vincoli non ce ne fossero» racconta l’ingegnere che ha anche sviluppato il progetto e disegnato gli arredi interni. Siccome siamo a Venezia e qui non c’è mai nulla di certo e definitivo, dopo che il progetto è stato presentato al Comune e alla Regione e che è stato dichiarato di pubblico interesse, sette o otto mesi fa, prima di avviare tutte le procedure burocratiche, è stato posto nuovamente il quesito alla Soprintendenza. «In quell’occasione ha detto a voce che non è di sua competenza ma non abbiamo nulla di scritto – spiega Basilicati -. Comprendo che chi è critico nei confronti del Palais Lumière possa tentarle tutte per bloccarlo, anche rivolgendosi alla Soprintendenza, però rimarremmo parecchio delusi e amareggiati se le leggi venissero lette in un determinato modo per il Palais Lumière, mentre nel passato sono state interpretate diversamente, secondo noi nel modo corretto. Il problema, infatti, non riguarda solo noi ma tutto quel che è stato costruito a Porto Marghera e quel che qualcuno vorrà ancora realizzare».

 

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