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Gazzettino – “Nessun vincolo sulla Torre”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

dic

2012

PALAIS LUMIERE – Sull’opera progettata da Cardin pesa ora l’ombra di un vincolo paesaggistico

Orsoni contro la Soprintendenza: «Se esistesse bloccherebbe mezza Mestre»

BENI CULTURALI – Riguarderebbe la distanza di 150 metri dai canali lagunari

LEGGE GALASSO – Per il sindaco vale soltanto per l’aspetto idraulico

VINCOLO PAESAGGISTICO – «Se lo rivendicano, vedremo»       A scanso di equivoci, però, il sindaco ha detto di aver chiesto un parere ad un docente di Diritto amministrativo, e si aspetta una risposta positiva sul fatto che esiste un vincolo ma solo a fini idraulici, non certo paesaggistico: «Non esiste questa competenza della Soprintendenza, e se la vogliono rivendicare vedremo».

Il sindaco Giorgio Orsoni ieri mattina ha tenuto un summit con i vertici del Comune sul vincolo paesaggistico, ed è convinto che non ci sia e che il Palais Lumière possa essere costruito, come sono state costruite la centrale elettrica di Fusina, mezzo petrolchimico, il ponte strallato del porto, persino l’hotel laguna Palace: «Se davvero ci fosse un vincolo del genere mezza Marghera e mezza Mestre verrebbero paralizzate». A scanso di equivoci, però, il sindaco ha detto di aver chiesto un parere ad un docente di Diritto amministrativo, e si aspetta una risposta positiva sul fatto che esiste un vincolo ma solo a fini idraulici, non certo paesaggistico: «Non esiste questa competenza della Soprintendenza, e se la vogliono rivendicare vedremo».
La Nota ufficiale del direttore della Soprintendenza del Veneto, Ugo Soragni, ad ogni modo c’è e non la si può ignorare e tra l’altro pare non sia una cosa nata in questi giorni perché le prime segnalazioni al Ministero dei beni culturali sarebbero partite dalla Soprintendenza di Venezia già lo scorso luglio.
Non è una cosa da prendere sottogamba, insomma, perché l’Amministrazione comunale può anche riuscire a dimostrare di avere ragione, ma quanto tempo sarà necessario? Per il vincolo aeronautico opposto dall’Enac ci sono voluti parecchi mesi. Alla fine l’Enac ha deciso che non c’è pericolo che gli aerei vadano a schiantarsi contro la torre di Pierre Cardin ma lo stilista italo francese vuole costruire il suo palazzo entro il 2015: ci sarà ancora tempo per farlo se ad ogni piè sospinto sorge un nuovo problema?
«Per questo da mesi chiediamo che si affrontino tutti i possibili ostacoli e si superino prima di partire e rischiare di accorgersi, dopo un po’, di essersi schiantati contro un muro» dicono Marta Locatelli del Pdl e Jacopo Molina del Pd che l’altro ieri hanno chiesto formalmente a Orsoni di poter vedere la lettera della Soprintendenza.
In quella missiva l’architetto Soragni fa riferimento al primo comma dell’articolo 142 del Codice dei beni culturali, un decreto legge varato a gennaio del 2004. Il sindaco parla, più in generale, di Legge Galasso che è del 1985. E la Legge Galasso, dice Orsoni confortato anche dal parere del direttore di Urbanistica Oscar Girotto, del capo di gabinetto Romano Morra e del direttore degli affari istituzionali Luigi Bassetto, ha sempre escluso la zona industriale di Marghera, e anche Mestre.

Mentre, però, la legge Galasso dice che le Regioni possono anche porre la totale inedificabilità in varie aree del territorio nazionale, ad esempio a distanza di 300 metri dalla riva dei mari o di 150 dalle sponde di fiumi e torrenti, il Codice dei beni culturali e del paesaggio (che nel 2004 ha integrato e modificato la Galasso) obbliga a porre tali vincoli. E ciò fino a che le regioni non avranno approvato il Piano paesaggistico: quello della Regione Veneto non c’è, è in corso di elaborazione, quindi allo stato attuale pare di capire che sia in vigore non una possibilità, ma un obbligo di vincolo. E allora quel che il sindaco cita come un’assurdità, potrebbe anche rivelarsi non proprio così assurdo, ossia un vincolo generalizzato su tutto ciò che sta a 150 metri dalle rive dei canali lagunari.

«No al Palais», appello a Napolitano

Lettera di eminenti personalità dell’arte e dello spettacolo al Capo dello Stato: «Faccia rispettare Venezia»

L’appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è accorto. Ma soprattutto tosto. Pesante nelle parole, accorato nelle richieste. Dopo il Leone di San Marco a Pierre Cardin e il momento di festa, torna la battaglia sul Palais Lumiere. E questa volta l’«opposizione» alla proposta dello stilista francese assume la forma di un vero e proprio appello, al quale si può aderire cliccando sul sito http://cardinnograzie.wordpress.com/.

«Signor Presidente – si dice nel testo sottoscritto da numerose personalità come si può vedere qui accanto – a Lei ci rivolgiamo perchè interprete e difensore di parole e contenuti della nostra Costituzione. Ed è proprio una grave offesa ad essa quella che minaccia Venezia: la sua integrità ambientale, il suo paesaggio, la sua natura e la storia di un patrimonio che va tutelato e tramandato alle generazioni future».

Ma al di là di una citazione della filosofa Simone Weil e del suo scritto “Venezia salva”, l’appello non va tanto per il sottile anche contro le istituzioni, soprattutto Comune e Regione, che stanno caldeggiando il progetto del Palais Lumiere.

«Se si ritiene possibile da parte delle istituzioni pubbliche contribuire alla mastodontica costruzione di una Torre (…) vuole dire che lo smarrimento culturale di quelle istituzioni pubbliche non è solo cinica indifferenza al paesaggio e alla storia – e quindi dall’obbligo della salvaguardia e della tutela – ma è addirittura una malaugurata partecipazione di soggetti pubblici ad un’opera che, dove sarà realizzata (un’area industriale dismessa a Porto Marghera ndr), potrebbe danneggiare e sfigurare Venezia».

Insomma, un attacco a 360 gradi da parte di eminenti personalità della politica, dell’arte e del mondo dello spettacolo, al quale ognuno da oggi potrà partecipare.

«Coloro che sostengono il progetto – si dice – esibiscono motivazioni che ricordano gli alibi politici all’origine delle impressionanti devastazioni di contesti storici sia urbani che paesaggistici di molte parti d’Italia negli anni del cosiddetto “abusivismo di necessità”. Signor Presidente vegli su Venezia perchè gli interessi privati, e un malinteso culto del profitto, non calpestino la legalità costituzionale».

 

I FIRMATARI – Da Dario Fo a Tiziano Scarpa, con gli architetti Gregotti e Cervellati

Ecco la lista di coloro che hanno firmato l’appello di Italia Nostra contro la torre di Cardin: Claudio Ambrosini, Mario Brunello, Francesco Caglioti, Giancarlo Carnevale, Matteo Ceriana, Pierluigi Cervellati, Giuseppe Cristinelli, Rolando Damiani, Vezio De Lucia, Cesare De Seta, Andrea Emiliani, Vittorio Emiliani, Gianni Fabbri, Gino Famiglietti, Dario Fo, Chiara Frugoni, Elio Garzillo, Carlo Ginzburg, Vittorio Gregotti, Maria Pia Guermandi, Beppe Gullino, Salvatore Lihard, Giovanni Losavio, Massimo Marrelli, Giorgio Mastinu, Franco Miracco, Tomaso Montanari, Alessandra Mottola Molfino, Alessandro Nova, Alberto Ongaro, Rita Paris, Desideria Pasolini Dall’Onda, Mario Piana, Antonio Pinelli, Filippomaria Pontani, Paolo Portoghesi, Lionello Puppi, Franca Rame, Fernando Rigon, Carlo Ripa di Meana, Stefano Rodotà, Paolo Rumiz, Giovanni Santoro, Tiziano Scarpa, Salvatore Settis, Fiorella Sricchia Santoro, Bruno Zanardi, Mauro Zanardo, Marco Zanetti.

 

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