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MESTRE – Aumento sì, aumento no, sconti sì, sconti forse. Resta caldo il fronte del possibile rincaro del pedaggio autostradale sul tratto Venezia-Padova, che dovrebbe scattare a gennaio. La scadenza si avvicina, ma la situazione si fa sempre più ingarbugliata e tanti automobilisti, pendolari in primis, temono il peggio. La storia è nota. Quando venne aperto il Passante si liberalizzò il tratto tra Mestre e Dolo-Mirano-Vetrego (che continuerà a restare a percorrenza gratuita). E così da Mestre a Padova (e viceversa) si pagano 2,90 euro. Per il tratto tra Dolo-Mirano-Vetrego e Padova (e viceversa) 70 centesimi. Da qui il fenomeno del “tornello” di Vetrego: uscita e immediata rientrata per pagare solo 70 centesimi. Da gennaio, però, la tariffa di 70 centesimi sparirà e diventerà di almeno 2,20 euro: una stangata per i “pendolari del tornello”. Presa carta e penna hanno indirizzato un lettera (con 120 firme) ai vertici della Regione, delle Province di Padova e Venezia e dei Comuni capoluogo oltre a quelli interessati, chiedendo un intervento a fronte di un aumento che rischia di costare 115 euro al mese in più a ciascun pendolare. Il suggerimento è: tariffa unica di 70 centesimi da Padova a Mestre. E se non è possibile che valga per tutti, almeno per i pendolari.
L’assessore alla Mobilità Renato Chisso assicura: «Assieme al presidente di Cav Tiziano Bembo stiamo lavorando sul problema, ma non voglio dire di più perché non è mio costume vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso». Lo stesso Bembo invita all’attesa: «Ancora non è detto che gli aumenti ci siano, ma in caso siamo già pronti a muoverci, soprattutto per salvaguardare i pendolari». (mg)

 

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