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MIRANO – Chi ieri dalle 17 transitava dalle parti del casello di Mirano si trovava davanti a due striscioni: “Mestre-Padova, un euro può bastare” e “Cav Spa: 17 milioni netti basta speculare”. Li hanno esposti il comitato Opzione Zero della Riviera e Mira 2030 che, per tre ore con una trentina di persone, hanno organizzato un presidio contro l’aumento del pedaggio nella tratta Padova Est-Mirano. Oggi gli automobilisti pagano 70 centesimi ma per il primo gennaio si parla di rincari fino a 2,40 o 2,70 o addirittura 2.90 euro. Dunque stesso costo per le stazioni di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Venezia-Mestre e questo renderà inutile il tornello a Vetrego per chi è diretto a Mestre. Resterebbe gratis il tratto Mirano-Mestre. I manifestanti, con alcuni di loro che tenevano in mano delle fiaccole e al naso indossavano delle mascherine, hanno distribuito un migliaio di volantini ai passanti con le ragioni della protesta, mentre il traffico non è stato bloccato. A vigilare carabinieri e polizia locale. L’iniziativa dovrebbe essere la prima di una lunga serie, che proseguirà pure da domani fino a lunedì, stavolta attraverso la posta elettronica, con l’invito a “bombardare” di e-mail la Regione, Cav e i sindaci del territorio.

«Una prima azione simbolica» la definisce il capogruppo di Mira Fuori del comune Mattia Donadel, «perché crediamo che mettere un euro per questa tratta sia più che sufficiente. Il progetto iniziale del Passante prevedeva l’arretramento della barriera di Villabona all’altezza del vecchio casello di Dolo e quello di Vetrego era nato, in via provvisoria, proprio per questo progetto. Invece è divenuto definitivo perché la Regione vuole l’innesto della Romea Commerciale da Mestre a Orte nei pressi del vecchio casello e la costruzione di uno nuovo, in località Albarea di Pianiga, a servizio di Veneto City. Si recuperino gli utili, invece, riattivando la metropolitana di superficie e potenziando il trasporto pubblico. Poi si stralcino i progetti come la Romea Commerciale e Veneto City». Per Donadel «l’aumento delle tariffe potrebbe consentire di costruire altre autostrade a pagamento inutili e devastanti, come la camionabile lungo l’idrovia Padova e Venezia e la Mestre-Orte». Gli fa eco Arianna De Monte: «Si rispetti l’accordo sull’arretramento e l’aumento è inaccettabile». Arrabbiata pure Lisa Causin, di Opzione Zero: «Siamo stanchi di questa situazione e i furbetti sono quelli che non sanno pianificare, che costruiscono caselli, centri commerciali e non puntano sui mezzi pubblici. Si fa speculazione edilizia e sulla viabilità».

Alessandro Ragazzo

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