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Gazzettino – La crisi del mattone uccide 450 imprese

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

dic

2012

La crisi del mattone uccide 450 imprese edili in appena nove mesi. Da gennaio a settembre, in provincia di Venezia, hanno chiuso 450 imprese edili e per questo 2mila persone hanno perso il posto di lavoro. Segnali di ripresa purtroppo non ce ne sono. In questi ultimi mesi dell’anno gli ordinativi sono in calo del 25,4%,; la produzione perde il 20,4%; il fatturato sta invece crollando del 28,3%. Numeri tremendi, presentati a Cà Corner durante la seduta della sesta commissione provinciale (Lavoro e Attività produttive). All’incontro hanno partecipato Pier Orlando Roccato, direttore dell’Aniem Venezia (associazione degli edili aderente alla Confapi), Alessandro Tonello, presidente Aniem regionale.
«Venezia sta soffrendo molto di più rispetto alle altre province anche per la struttura del suo territorio», spiega Pier Orlando Roccato. «Le banche da tempo hanno chiuso i cordoni della borsa ed hanno in mano il patrimonio delle aziende. Il patto di stabilità sta solo provocando danni – continua Roccato – e non è con le grandi opere che ci sarà la ripresa».
«Forse tra gli anni ’80 e ’90 si è cresciuti in modo scoordinato – aggiunge Tonello – e oggi siamo arrivati alla debacle. All’orizzonte però non si intravvedono progettualità e programmazione, per cui il futuro è ancora buio». Buio pesto, appunto, ma non solo per Venezia. Il settore dell’edilizia è in crisi da tempo. In Veneto, ad esempio, nei primi nove mesi dell’anno hanno chiuso i battenti ben 2278 aziende edili, con una perdita occupazionale di almeno 9mila lavoratori.
«Se oggi andiamo ad analizzare questi numeri – sottolinea Lucio Gianni, assessore provinciale alle Attività Produttive – ci troviamo di fronte ad una situazione di impotenza. Questa crisi era già stata annunciata i segnali c’erano già negli anni scorsi. Ma dobbiamo risalire la china e lo possiamo fare solo attraverso un gioco di squadra tra Istituzioni, mondo del credito, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali».
«Bisogna ridare vitalità alle imprese e soprattutto far pressione sul mondo del credito che qualche anno fa elargiva prestiti con tranquillità» aggiunge Roberto Dal Cin, consigliere provinciale presidente di Commissione. Il pensiero corre anche a quegli imprenditori che sono rimasti soverchiati da una crisi che pare non aver mai fine. «Purtroppo – sottolinea Dal Cin – anche il 2012 si chiude con una serie di “omicidi” che hanno coinvolto i nostri imprenditori, tutte persone che hanno saputo rimboccarsi le maniche e che pagano un dazio troppo pesante a causa della chiusura delle banche verso le piccole imprese».

 

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