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PALAIS LUMIERE – L’attacco del “Comitato per il sì”: «Parla per la Soprintendenza, ma è contro la Torre»

L’interessato non si scompone: «Separo la funzione dalle mie opinioni»

Le critiche al progetto: «Su quell’area il vincolo c’è»

Consulente, consigliere, storico dell’arte, privato cittadino strenuo oppositore alla Torre di Pierre Cardin… I ruoli di Franco Miracco, ex portavoce di Giancarlo Galan prima alla presidenza della Regione, poi al ministero delle Politiche agricole e quindi al ministero dei Beni culturali, finiscono nel mirino del comitato “Si Palais Lumiere” all’interno di una battaglia sempre più accesa sul progetto dello stilista francese. Stavolta il tiro è ad “alzo zero” e arriva a contestare i compensi percepiti da Miracco, oltre che le sue “identità” istituzionali.
Due le bordate che partono del comitato. La prima è sul ruolo. «Alla nostra lettera aperta sui ritardi della Soprintendenza – scrive il comitato – non ha risposto il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, bensì Franco Miracco, consulente del ministero ai Beni culturali. A nostro avviso Miracco risulta essere in “conflitto d’interessi” poiché è tra i primi firmatari dell’appello inviato al presidente della Repubblica per impedire la costruzione del Palais Lumiere. Noi vogliamo la risposta dal direttore regionale e non da un consulente che, a quanto ci è dato di sapere, sembra non avere alcuna autorità dirigenziale o politica».
«Inoltre – continua il comitato – chiediamo conto circa l’effettivo ruolo di questo consulente. Miracco è pagato con soldi dei contribuenti italiani e si attribuisce il ruolo di “consigliere” del ministro Lorenzo Ornaghi. Però, dal sito “Operazione trasparenza” del ministero Beni Culturali, risulta una cosa diversa. Miracco ha in essere un incarico di “consulente” che scade il prossimo 14 dicembre per un compenso di 40.000 euro. Pertanto, chiediamo se si tratta di millantato credito considerato che l’incarico ufficiale di “consulente” non è quello di “consigliere” con il quale si qualifica nella replica alla nostra lettera aperta».
Miracco parte da qui. «Sono consigliere del ministro – replica – e questa è la mia consulenza. Ora, il distinguo tra “consigliere” e “consulente” è un esercizio linguistico che lascio agli estensori della lettera. La loro domanda sui presunti ritardi della Soprintendenza era indirizzata al direttore Soragni, con il quale io mi sono consultato prima di dare risposta. Conflitto d’interesse? Non scherziamo. Per il Palais Lumiere, come per altre questioni (vedi Fontego dei Tedeschi) la mia opinione di storico dell’arte e di cittadino è sempre stata ben distinta dal ruolo istituzionale. Vorrei anche far notare al comitato che l’appello contro il Palais è stato sottoscritto anche da altri esponenti del ministero e delle varie soprintendenze. Ogni mia dichiarazione come consigliere è sempre stata concordata con il ministero e la direzione regionale e mai da loro è giunta alcune precisazione».
Seconda bordata: i compensi. «Dal sito “Operazione trasparenza” del ministero delle Politiche agricole – accusa il comitato – risulta che, nel 2011, Miracco ha percepito 110.000 euro. Questo non ci riguarda, ben per lui, ma vorremmo sapere a cosa sono riferiti altri 21.500 euro percepiti per meno di tre mesi di lavoro, dal 5 aprile al 30 giugno 2011, per “attività di mediazione immobiliare”. Questa somma è stata pagata con soldi pubblici dal ministero dei Beni culturali come pubblicato nel sito della Cgil Funzione pubblica a pagina 185 del file “Incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni”».
Qui Miracco è ancor più lapidario. «Confermo tutto, ma quella “mediazione immobiliare” non so proprio cosa sia. Mai percepito alcun compenso di quel tipo. I miei compensi sono sempre stati trasparenti. Se certe uscite vengono fatte per intimorirmi, non ci casco. Suggerisco a quelli del comitato di pensare alla sostanza del problema e cioè che il Palais Lumiere è progettato su un’area sottoposta a vincolo statale».

 

 

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